Studentessa bloccata a Dubai, odio sui social: “Torna a casa con i tuoi soldi” /
Guenda Di Dio Faranna, la studentessa bloccata a Dubai
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Guenda Di Dio Faranna, la studentessa bloccata a Dubai
L’odio social
Quelli che puntano il dito sull’aspetto economico del soggiorno negli Emirati Arabi: “Sono tutte studentesse dell’alta aristocrazia borghese“; “Quelli che si spaccano la schiena per 1300 euro al mese al massimo vanno a Rimini nel mese più conveniente“; “Torna a casa con i tuoi soldi. Non sei in uno stato in guerra. Io lavoro e faccio fatica a comprare un biglietto per Dubai, figurati se lo posso pagare a te. Modaiola“. Frasi offensive verso la persona e allusive: “Studentessa. Dubai, tipico posto nel quale la gente va a studiare. Laureata su onlyfans?“; “Adesso si chiamano studentesse...“.
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Una rabbia gratuita
Una scarica di rabbia gratuita espressa senza mezzi termini nei confronti della giovane, alla quale la mamma della stessa studentessa ha deciso di rispondere in modo educato, ma risoluto. “Leggo i commenti e resto sgomenta – esordisce Ilenia Borsini – . Mi chiedo dove sia finita l’umanità. Mia figlia ha 19 anni e in questo momento sta tremando sotto il rimbombo dei missili, ultimo stamani (ieri, ndr) alle 9, eppure c’è chi trova il tempo di criticare, di giudicare le nostre scelte, di sputare sentenze sui ‘soldi’ o sulla ‘colpa’ di averla mandata a studiare a Dubai”. La mamma va avanti facendo una riflessione e mandando un messaggio. “L’odio che leggo è il riflesso di un’invidia che toglie il respiro. Non vedete una ragazza spaventata, vedete solo un bersaglio per la vostra rabbia sociale. Ma lasciate che vi dica una cosa: il terrore non ha classe sociale. Il rumore di una bomba che fa vibrare i vetri è lo stesso per tutti, che tu sia in un palazzo di Dubai o in una strada di periferia. Avere avuto la possibilità di farle fare questo tipo di esperienza non ci rende meno umani, né rende la sua paura meno reale. Chi risponde al dolore di una madre con il rancore e la cattiveria ha già perso la propria battaglia con la vita. Invece di contare i passi degli altri, provate a contare i battiti del vostro cuore, se ancora ne avete uno che sa provare compassione. Io oggi non rispondo all’odio con l’odio, ma con la fierezza di chi protegge i propri figli e con la pena per chi, davanti a una guerra, riesce a vedere solo il portafoglio altrui”.
La voglia di raggiungere la figlia
Una mamma pronta a difendere la figlia e decisa a raggiungerla appena possibile. “Ho appena riprogrammato il volo per andare da lei sabato. Sempre che si possa fare”, dice. Lo spazio aereo in Medio Oriente è attualmente chiuso e non ci sono certezze per la ripresa dei voli. Madre e figlia restano in contatto telefonico. “Si è spostata da un’amica che abita da tempo a Dubai e stamattina (ieri, ndr) l’ho sentita più tranquilla. Comunque – aggiunge la mamma – ho molta fiducia nelle autorità e sull’efficienza della sicurezza. Cerco di trasmetterla anche a lei, ma non è facile. E’ giovane ed è normale che sia in apprensione”.
La vita a Dubai dopo le bombe
La 19enne, intanto, sta provando a riprendere le attività quotidiane. “Fino al 4 marzo le lezioni vengono fatte online”, spiega. Ma che la situazione in città sia particolarmente tesa si evince banalmente dal traffico. “Gli spostamenti sono molto ridotti, non c’è il classico traffico di Dubai”, racconta. Passato il terrore dei primi boati, Guenda si fa forza e aspetta. “Sabato – dice – volevo tornare a casa, ora che la situazione si è tranquillizzata forse vale la pena restare e terminare il mio percorso di studi arrivando fino ad aprile, quando era programmato il rientro a casa. Ma devo decidere, perchè – confessa – non voglio far stare male la mia famiglia”.
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