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Razzismo e insulti ai suoi giovani calciatori: 4 mesi di stop al tecnico, squalificati anche dirigente e presidente

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14.03.2026

Calcio malato

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Milano, 14 marzo 2026 – Insulti e offese razziste, bestemmie e tutto ciò che un allenatore non dovrebbe mai fare. A maggior ragione nei confronti dei propri giocatori facenti parte del settore giovanile.

Purtroppo è successo e il Tribunale Federale Nazionale della Figc (Sezione Disciplinare) ha sanzionato nei giorni scorsi l’autore di questo ingiustificabile atteggiamento e i dirigenti della società che non sono intervenuti come avrebbero. Tutto è cominciato a fine gennaio con l’atto di deferimento della Procura Federale nei confronti di A.C., all’epoca dei fatti allenatore di una squadra Juniores nazionale lombarda, G.C. (dirigente e Responsabile del Safeguarding della stessa società) e G.S. (già presidente dotato dei poteri di rappresentanza del club, dimissionario a decorrere dal 16.11.2025 e attualmente direttore organizzativo).

All’allenatore, in particolare, è stata contestata la violazione delle norme riguardanti la Prevenzione ed il Contrasto di Abusi, Violenze e Discriminazioni: il tecnico, si legge nel dispositivo, “nel corso delle sedute di allenamento precampionato della stagione sportiva 2025-2026, avrebbe posto in essere gravi e ripetuti episodi di sopraffazione, discriminazione ed abuso psicologico nei confronti di diversi giovani calciatori militanti nella squadra Juniores Nazionale di cui all’epoca aveva assunto la conduzione tecnica, idonei a suscitare nelle vittime stati emotivi di diffuso disagio”.

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Affermazioni forti all’indirizzo di più calciatori, da “Io non so come c... facevi tu a giocare l’anno scorso”, o ancora “Tu sei dislessico”, oppure “te l’ho detto già tre volte, sciacquati dai c... e vattene via”. Ad un altro giocatore sono state rivolte espressioni ugualmente offensive, come “vai a piangere dalla mamma e sciacquati dai c...” fino al “tu non capisci niente e per giunta sei pure negro”, oppure “sacco di m...”. Insomma, un campionario di epiteti e insulti inaccettabile. Per chiunque.

Altrettanto grave il comportamento del dirigente, che pur avendo ricevuto il messaggio di denuncia dai suoi calciatori ha “omesso di attivarsi al fine di predisporre misure cautelative e/o correttive adeguate ad arginarne il compimento, così consentendo all’allenatore di porre in essere, gravi e ripetuti episodi di sopraffazione, discriminazione ed abuso piscologico nei confronti di diversi giovani calciatori”.

E anche l’ex presidente ha “omesso di adottare misure appropriate a garantire e tutelare i principi espressi nella normativa sopra richiamata, consentendo e/o comunque non impedendo al tecnico di porre in essere gravi e ripetuti episodi di sopraffazione, discriminazione ed abuso piscologico nei confronti di diversi giovani calciatori”.

Il Tribunale, nell’udienza del 10 marzo, ha deciso di squalificare l’allenatore per quattro mesi. I dirigenti hanno depositato proposte di accordo rimesse alla valutazione del Tribunale che ha deciso di applicare la sanzione di 4 mesi di inibizione per l’ex presidente e due mesi e 20 giorni di inibizione per il dirigente. Alla società lombarda inflitti invece 1.200 euro di ammenda. Nulla, però, potrà risarcire i ragazzi da quelle frasi denigratorie e dall’umiliazione subìta sul campo da calcio dove avrebbero voluto solo divertirsi.

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