Intelligenza artificiale: non devi capire come funziona. Devi solo smettere di ignorarla
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SeguiciC'è un momento preciso in cui la tecnologia smette di essere una promessa e diventa infrastruttura di un Paese. E l'Italia, secondo chi la vive dall'interno, a quel momento ci è arrivata davvero. È con questa premessa ambiziosa che si apre la prima puntata di Tech Talks, il nuovo vodcast di QN – Quotidiano Nazionale che racconta la tecnologia attraverso i protagonisti che la costruiscono ogni giorno.
Il primo ospite è Vincenzo Esposito, amministratore delegato di Microsoft Italia, un manager con un percorso internazionale che attraversa più multinazionali, l'Italia, l'Europa dell'Est e la Gran Bretagna, e che guida la filiale italiana di uno dei colossi tecnologici più influenti al mondo.
Esposito gestisce un ecosistema che conta oltre 14.000 partner, una Cloud Region (infrastruttura cloud interamente italiana inaugurata nel 2023) e un piano da miliardi di euro per portare l'intelligenza artificiale dentro le aziende e la pubblica amministrazione del Paese. La conversazione, condotta senza retorica e senza sconti, tocca i nervi scoperti del nostro ritardo digitale, l'accelerazione imprevista dell'AI nelle imprese italiane e le paure per l’impatto sul lavoro, la rivoluzione degli agenti intelligenti e il consiglio che un padre di tre figli dà ai ragazzi che si affacciano al mondo del digitale.
L'Italia digitale: eccellenze e ritardi, senza piangersi addosso
La prima domanda è diretta: come siamo messi, davvero, sul fronte digitale? Gli indici europei fotografano ancora un Paese in ritardo rispetto alla media UE, soprattutto nei servizi pubblici online e nelle competenze dei cittadini. Esposito non nega i dati, ma li inquadra con una lettura più sfumata.
“Siamo più in ritardo rispetto ad alcuni Paesi del Nord Europa sui servizi digitali al cittadino, soprattutto nella pubblica amministrazione. Alcuni concetti come il cloud e la digitalizzazione dei servizi sono stati sdoganati in quei Paesi molto tempo fa”, ammette il manager. Ma aggiunge subito una distinzione fondamentale: il mondo delle imprese va analizzato in modo diverso. “Ci sono alcune aree del nostro Paese che hanno un livello di digitalizzazione molto spinto, mentre altre sono sicuramente più indietro”.
Il punto su cui Esposito insiste con convinzione è la necessità di smettere di guardare all'Italia con un filtro unico, e soprattutto di smettere di piangersi addosso. “Noi siamo un Paese che ha un DNA molto improntato alla costruzione di prodotti. Abbiamo un'eccellenza quando si parla di manifattura, pensiamo a tutta la piccola e media azienda italiana che fornisce le fondamenta di questo Paese, dove però abbiamo una grande competenza di prodotto ma un livello di digitalizzazione più basso. Tutte le volte che guardiamo all'Italia, siccome tendiamo a piangerci addosso, dobbiamo invece guardare nello specifico: ci sono settori di enorme eccellenza, dobbiamo esserne fieri; altri dove dobbiamo recuperare”.
E poi arriva la nota di ottimismo strategico: “Adesso stiamo entrando in una nuova fase dell'intelligenza artificiale, dove per certi versi partiamo tutti dagli stessi blocchi di partenza. Questa è una grande opportunità”.
L'AI nelle aziende: dalla curiosità agli agenti, un salto in un anno
I numeri dell'ISTAT raccontano una storia sorprendente: in un solo anno l'adozione dell'intelligenza artificiale nelle imprese italiane è raddoppiata, passando dall'8,2% al 16,4%. Un'accelerazione che pochi avrebbero previsto, specialmente considerando che l'AI è ancora guardata con una certa diffidenza da ampie fasce della popolazione. Come si spiega?
Esposito non ha dubbi: “La risposta ce la diamo dall'utilizzo che facciamo dell'intelligenza artificiale come consumatori finali, come privati. È un'innovazione che ci ha colto di sorpresa. A fine 2022 abbiamo cominciato a interagire con ChatGPT e da quel momento non riusciamo più a farne a meno”. La tecnologia è virale per natura, nel senso più letterale del termine: si diffonde perché chi la usa la trova immediatamente utile, e la porta con sé dall'ambito personale a quello professionale.
Ma attenzione: la........© Il Giorno
