Ore di sostegno non garantite: causa vinta ma risarcimenti mai pagati. I genitori alzano la voce, “Pignoriamo i conti del ministero dell’Istruzione”
Una foto generica di una alunna seguita dalla propria insegnante di sostegno
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La richiesta di pignoramento è stata firmata dallo studio legale milanese “Diritti e Lavoro“ e curata dagli avvocati Alberto Guariso e Giorgia Damonti, che assistono le famiglie di 28 alunni con disabilità ai tempi dei fatti iscritti, a seconda dei casi, all’Istituto Rovani e all’Istituto Dante Alighieri di Sesto San Giovanni, alcuni alle elementari e altri alle medie. Queste famiglie si sono unite in due cause legali distinte ma accomunate dallo stesso obiettivo: ottenere che ai loro figli fossero garantite tutte le ore di sostegno alle quali avevano diritto in base al Piano Educativo Individualizzato (PEI).
La squadra di avvocati che segue il caso. In piedi Stefano Rivolta e Alberto Guariso, sedute Cinzia Bernardi e Giorgia Damonti
La prima causa
Due cause collettive intraprese grazie alla spinta di Insieme per l’Inclusione, un gruppo di famiglie coordinato da Cinzia Bernardi e Stefano Rivolta costituitosi con la priorità di tutelare il diritto all’istruzione degli alunni con disabilità. La prima causa è stata avviata nell’anno scolastico 2022-2023, vi hanno preso parte le famiglie di 18 alunni e la sentenza del tribunale ordinario è si è conclusa, per l’esattezza, il 2 maggio del 2023.
Quel giorno il tribunale ha infatti emesso una sentenza che il ministero dell’Istruzione non ha impugnato, una sentenza con la quale lo stesso ministero è stato condannato non solo ad aumentare le ore di sostegno fino a quel momento riconosciute agli alunni ma anche a risarcire il danno da discriminazione patito dagli stessi e a rimborsare alle famiglie le spese legali.
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La seconda causa
La seconda causa è stata intrapresa nell’anno scolastico 2023-2024, vi hanno preso parte le famiglie di 10 alunni iscritti sempre agli Istituti Rovani e Dante Alighieri di Sesto San Giovanni e la sentenza di merito è stata emessa a giugno del 2024. Anche in questo caso il ministero dell’Istruzione è stato condanno non solo a integrare le ore di sostegno in ossequio ai PEI ma anche a riconoscere agli alunni e ai loro genitori un danno da discriminazione e le spese sostenute per la causa.
Foto generica di una classe
Mancata liquidazione
Anche in questo caso, come già nel precedente, il ministero dell’Istruzione ha rinunciato ad impugnare la sentenza e ha provveduto ad adeguare le ore di sostegno garantite agli alunni. Poi stop, più nulla. A distanza di quasi tre anni dalla prima sentenza e quasi due dalla seconda, non ha provveduto a liquidare alle famiglie né il risarcimento danni né le spese legali.
Una volta scaduti i termini di legge per dare corso a quanto disposto dalla sentenza, Guariso e Damonti hanno inviato al ministero dell’Istruzione un primo precetto, vale a dire una prima intimazione a pagare. Poi ne hanno presentata una seconda. Poi una terza. E infine una quarta. “Dalla fine del 2023 alla fine del 2024 abbiamo inviato al ministero un precetto ogni tre mesi” spiegano i due avvocati. Ma il ministero ha continuato a non rispondere, lo Stato ha perseverato nel non fare lo Stato.
Tocca mettersi in fila
Da qui la scelta di procedere per ottenere il pignoramento del conto del ministero dell’Istruzione, “un pignoramento presso terzi – spiega Guariso –, presso la Banca d’Italia”, che, semplificando, è il contenitore dei soldi del ministero. Il pignoramento è uno, ma riguarda ambo le cause. Come non bastasse, come se non si fosse pazientato abbastanza, come se non si trattasse di diritti, tocca pure mettersi in fila. Sì, perché c’è una graduatoria ministeriale di quanti rivendicano i loro crediti. E queste famiglie sono all’851esimo posto relativamente alla prima causa e all’852esimo relativamente alla seconda. Già, proprio come se non si trattasse di diritti.
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