Manuela Di Centa: “Devo tutto a papà, mi diede gli sci a 4 anni. Dopo l’incidente di mio fratello Andrea gli promisi che avrei vinto per lui”
Manuela Di Centa con il fratello Giorgio. Per lei, mille vite in una
Mille vite in una sola donna, inseguendo l’insegnamento di papà Gaetano. Perché Manuela Di Centa è cresciuta al suono di "dai tutto", massima di un genitore, "non solo allenatore punto", ma soprattutto "educatore... e tanti punti". Lei l’ha fatto per una vita, dalle sette medaglie olimpiche, alle avventure in politica (è stata parlamentare) e in tv , fino a diventare la prima donna in vetta all’Everest.
E quale emozione mette in cima?
"Il mio primo oro olimpico (Lillehammer ’94, ndr), una gara fantastica nei 15 chilometri. L’avevo preparata in ogni secondo della mia vita e mi sono goduta proprio le fasi finali, quando ho potuto utilizzare in curva le tecniche sperimentate sul ghiacciaio dello Stelvio nei tracciati da discesa libera".
Se andiamo ancora più indietro?
"Ricordo a 11 anni una gara dei Giochi della Gioventù a Roccaraso. Un viaggio in pullman interminabile, e mi ero portata........
