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Il mistero di Lidia Macchi e la battaglia legale sul risarcimento a Stefano Binda: quanto “costano” i 1.286 giorni in carcere?

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26.02.2026

Stefano Binda assolto per l'omicidio di Lidia Macchi

Articolo: Stefano Binda e l’indennizzo tagliato: “Stato bottegaio, tira sul prezzo. E Lidia Macchi ancora non ha giustizia”

Articolo: Stefano Binda, risarcimento a rischio. Per la Cassazione le risposte confuse favorirono i dubbi (e la sentenza sfavorevole)

Varese – La nuova udienza è stata l'ennesimo atto di una storia infinita, che si allungherà ancora con una nuova udienza il 2 luglio. Per la terza volta (quasi un record) la quinta sezione della Corte d'appello di Milano si è trovata a discutere del risarcimento a Stefano Binda come riparazione per ''ingiusta detenzione'' nei 1.286 giorni trascorsi in carcere, tra il 15 gennaio 2016, giorno dell'arresto, e il 24 luglio 2019. Era stato allora che la Corte d'Assise d'appello di Milano lo aveva assolto con formula piena (ribaltando la condanna all'ergastolo inflitta in primo grado dall'Assise di Varese) dall'accusa di omicidio di Lidia Macchi, la studentessa di Varese, militante di Comunione e liberazione, trucidata con ventinove coltellate la sera del 5 gennaio del 1987, nella zona di Cittiglio. Un'assoluzione inequivocabile per non avere commesso il fatto, confermata dalla Cassazione il 27 gennaio 2021.

Viste le posizioni inconciliabili fra l'avvocato Patrizia Esposito, legale di Binda, Procura generale e Avvocatura dello Stato, i giudici della Corte d'appello hanno ora chiesto di acquisire tutti gli atti del processo per il caso Macchi e messo in calendario l'udienza di luglio.

Una prima volta, nel 2022, la Corte d'Appello di Milano aveva riconosciuto a Binda un risarcimento di 303.000 euro. La Procura generale si era opposta con un ricorso nel quale sosteneva che ''con i suoi silenzi'' Binda avrebbe ''contribuito all'errore sulla sua carcerazione" e che ''la condotta mendace'' che avrebbe tenuto negli interrogatori fu una ''condotta fortemente equivoca''.

In realtà Binda aveva parlato per quasi otto ore davanti al pm proclamando la sua innocenza e fornendo come alibi la partecipazione a una vacanza-studio a Pragelato, organizzata da Comunione e liberazione. Nel 2023 un'altra Corte d’Appello aveva ribadito una seconda volta il diritto dell'uomo di Brebbia all'indennizzo, limato a 212.000 euro perché gli veniva attribuita una ''colpa lieve'' nella condotta processuale.

Nuovo ricorso della Procura generale, affiancata questa volta dall'Avvocatura dello Stato, mentre lo stesso Binda presentava ricorso sostenendo di non avere avuto nessuna colpa, per quanto lieve, per l'ingiusta detenzione patita. La Cassazione per la seconda volta, nel febbraio dello scorso anno, aveva annullato con rinvio.

Ingiusta detenzione lunga 3 anni: 212mila euro di risarcimento a Stefano Binda, accusato dell’omicidio di Lidia Macchi

Per gli ''ermellini'' romani la Corte d'appello non aveva preso in considerazione alcuni comportamenti colposi di Binda. In particolare il ritrovamento nella sua abitazione di numerose agende del 1987, con strappate le pagine del giorno dell'omicidio e del rinvenimento del cadavere; il foglio manoscritto con la frase sibillina ''Stefano è un barbaro assassino'' all’interno di un'agenda del 1986; le spiegazioni confuse e scarsamente comprensibili sul significato di un appunto alla pagina del 9 gennaio 1987 della agenda (''Caro Stefano, sei fregato! Dovrebbero strapparti gli occhi o strapparteli con le tue mani per quello che hai visto ... e l'hai visto tu”), con accanto la foto di Lidia Macchi ritagliata da un giornale. Per la Suprema Corte ''sono aspetti emersi nelle indagini certamente significativi, soprattutto alla luce delle spiegazioni confuse date da Binda”.

E ''però non sono stati considerati dalla Corte d’appello, nonostante la pregnanza in particolare'' di quelli ''dotati di chiara e univoca portata indiziante'', senza che la Corte d’Appello abbia ''neppure illustrato le ragioni'' per cui le ha qualificate ''in termini di 'colpa lieve', nonostante le dichiarazioni contorte ed evasive di Binda''.

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