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Valentina Sarto, uccisa con 19 fendenti: “Da Vincenzo violenza e bugie”

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22.03.2026

Valentina Sarto, 41 anni, è stata uccisa mercoledì dal marito

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Bergamo – Mercoledì mattina. Alle 11.52 Vincenzo Dongellini telefona alla figlia (avuta da una precedente relazione) che vive a Crema. E le dice: “L’ho ammazzata”. La ragazza, a sua volta lo riferisce alla madre: “Babbo ha ammazzato Valentina”. Cosa che ripeterà anche agli agenti, quando arrivano in via Pescaria, quartiere Valtesse, vicino allo stadio, al Baretto, ritrovo dei tifosi dell’Atalanta, dove la vittima lavorava. Dongellini è seduto sul divano, e continua: “Ci siamo accoltellati, voleva lasciarmi perché si era innamorato di un altro (Moris Panza, ndr)”.

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La separazione

Un salto indietro. Siamo al 17 febbraio. Quel giorno Dongellini scopre la relazione extraconiugale della moglie Valentina Sarto, 41 anni (avevano una relazione da una decina di anni, e a maggio 2025 si erano sposati) aggiungendo che lei gli aveva comunicato la sua intenzione di separarsi. Lui però non accetta questa decisione. Le chiede di aspettare sino a giugno. Per anni Dongellini aveva fatto passare per nipoti i figli avuti dalla precedente relazione, mentendo (come ha ricordato la mamma di Valentina). Poi aveva confessato la verità.

La fiaccolata dopo il femminicidio

Il femminicidio 

Mercoledì si consuma il femminicidio. Lui, armato di due coltelli, si accanisce sulla moglie colpendola per 19 volte (al fianco, al torace e al collo) fino a ucciderla. Ieri il 49enne, accusato di femminicidio, è stato sentito dal gip nell’interrogatorio di convalida, giudice che al termine ha disposto la custodia cautelare in carcere (dopo che sarà dimesso dall’ospedale Papa Giovanni XXIII dove è stato trasferito, nell’area detenuti del reparto psichiatrico). Uno scrupolo del medico del carcere, visto che Dongellini era già in cura da una psichiatra per una depressione e visto che dopo l’omicidio si era procurato tagli ai polsi con un coltello più piccolo di quello usato per uccidere e poi aveva ingerito candeggina.

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La versione davanti al pm 

Ma se davanti al pm Mele (titolare del fascicolo) e al sostituto procuratore Rota, assistito dall’avvocato Battistelli si era avvalso, ieri davanti al gip l’ex magazziniere, attualmente disoccupato, ha scelto di raccontare la sua versione. Un racconto che sarebbe però smentito dai fatti. L’imputato ha spiegato che il giorno prima dell’omicidio lui e lei avevano litigato e si erano strattonati reciprocamente. Si erano addormentati insieme e svegliati il giorno successivo (il 18) entrambi agitati, e lui l’aveva minacciata di farle del male. La vittima – sempre secondo il racconto di Dongellini – sarebbe corsa in cucina a prendere un coltello seguita dal marito che a sua volta si era armato di una lama. Sarebbero tornati a letto, dove in ginocchio si sarebbero sferrati reciprocamente delle coltellate. Lui aveva colpito lei intenzionalmente due volte, un terzo colpo sarebbe stato accidentale, conseguenza della caduta di entrambi dal letto. Colpo che il 49enne avrebbe definito “ultima botta”. Nella colluttazione Valentina avrebbe pregato di non ucciderla.

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La fiaccolata  

La tesi delle reciprocità dell’aggressione, è “smentita dai fatti”, come scrive il giudice nell’ordinanza. Dongellini ha sostenuto che la relazione con la moglie fosse sfociata in liti accese anche prima della relazione extraconiugale. Ha aggiunto che si trattava di alterchi verbali, per poi riferire di spintoni e schiaffi reciproci. Ha ammesso che le liti erano peggiorate quando Valentina gli aveva detto di essersi innamorata di un altro. Liti, senza conseguenze fisiche. Ma Valentina aveva una fasciatura alla mano per le lesioni riportate il 12 marzo “e la sua morte pochi giorni dopo – scrive il giudice – smentiscono la sua versione dei fatti”. I tentativi di suicidio da parte di Dongellini per il giudice sarebbero stati messi in atto per alleggerire la sua posizione. Era roso dalla gelosia, controllava quanto tempo e con chi stava al telefono la moglie. Manie di controllo e possesso. In ricordo di Valentina venerdì sera c’è stata una fiaccolata a cui hanno partecipato 700 persone, organizzata dal Comune e dalla rete antiviolenza. Presente la sindaca Carnevali, alcuni assessori e consiglieri comunali.

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