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Lombardia, il crollo delle nascite impatta sulle scuole superiori: in due anni 10mila iscritti in meno

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13.03.2026

Marialuisa Orlandi, dirigente Ipseoa Caterina de’ Medici di Gardone Riviera e dell’IC di Gargnano

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Milano, 12 marzo 2026 – Diecimila studenti in meno alle scuole superiori lombarde in due anni, 7mila in un anno: l’onda lunga della denatalità quest’anno si fa sentire particolarmente nelle scuole secondarie di II grado. Il quadro potrebbe variare a settembre, perché ci potrebbero essere nuovi ingressi di studenti migranti, ma il trend, che alle scuole dell’infanzia e alle primarie è da tempo consolidato, appare abbastanza incontrovertibile.

Il forte calo demografico anche tra i banchi di scuola superiore è uno dei dati che emergono dall’analisi dei numeri delle iscrizioni scolastiche per l’anno 2026-2027. Nel 2024-2025, erano stati circa 89mila gli studenti e le studentesse che si erano seduti ai banchi delle classi prime di licei, tecnici e professionali. Sono 87mila nell’anno scolastico 2025-2026, mentre le iscrizioni per settembre 2026 sono 79mila. Cosa hanno scelto i ragazzi e le ragazze in uscita dalla terza media? Altro dato che emerge è l’avanzata dei licei, a scapito dei tecnici e soprattutto dei professionali.

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Le scelte nelle province

Nelle province di Como, Milano, Monza, Pavia e Varese, i licei rappresentano la metà (o più) delle scelte: nel Milanese si arriva addirittura al 59%, a Monza si sfiora il 55%. Nelle altre province, le percentuali sono più basse, ma comunque superiori a quelle di tecnici e professionali: si scende al 41,5% a Sondrio, al 42,1% nel Bresciano. Se guardiamo a due anni fa si nota come quest’anno la propensione ai licei sia decisamente maggiore: nel 2024-2025, non si superava, infatti, il 53,8% delle scelte nella provincia di Milano (la percentuale maggiore), mentre in una provincia come quella di Brescia i licei erano addirittura sotto la percentuale dei tecnici.

Tornando alle scelte 2026-2027, al secondo posto si trovano i tecnici: nel Bresciano c’è una quasi parità tra questi istituti (41%) e i licei; la percentuale di scelta maggiore è nel Lodigiano, con il 42,8% di preferenze; in tutte le altre province si resta sotto il 40%. Infine, i professionali sono preferiti nella provincia di Sondrio (19,2%), Lecco (17,1%), Brescia, Bergamo, Cremona, Mantova (16%). Confrontando i dati con quelli di settembre nel 2024-2025, si nota come la percentuale fosse decisamente maggiore due anni fa: il 23,1% degli studenti di Sondrio aveva scelto questo percorso, Brescia era sopra il 21%, Bergamo sopra il 17%, Lecco quasi al 20%, Como al 13,6%.

Marialuisa Orlandi, dirigente Ipseoa Caterina de’ Medici di Gardone Riviera e dell’IC di Gargnano

"Liceo scelta primaria, perché poi si può cambiare”

“Partiamo dal presupposto che questi non sono dati definitivi – spiega Marialuisa Orlandi, dirigente Ipseoa Caterina de’ Medici di Gardone Riviera oltre che dell’IC di Gargnano – perché poi, dopo l’esame di terza media, ci sono delle modifiche. In generale, però, c’è una tendenza iniziale a scegliere i licei per provare, con l’idea che, qualora il percorso risultasse troppo complesso, si può cambiare. Un fenomeno molto frequente: da noi, nei professionali, non va via quasi nessuno, ma arrivano le ‘migrazioni’ da altri istituti. Questo è un peccato, perché si interrompono dei percorsi e, spesso, non si trova posto dove si desidererebbe, per cui si generano difficoltà per tutti, per chi cambia e per le classi di arrivo”.

Il lavoro, del resto, non manca, per cui non c’è, da parte delle famiglie e degli studenti o studentesse, la ‘fretta’ di imparare un mestiere.

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