Omicidio Claris, il gup riconosce i futili motivi: De Simone rischia l’ergastolo
Riccardo De Simone e, a destra, la vittima Riccardo Claris
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Riconosciuti i futili motivi
Oggi in aula la difesa (avvocato Bosisio) ha sostenuto che i futili motivi non sussistono, perché De Simone era convinto che il fratello e la fidanzata fossero in pericolo e perché lui e alcuni amici della sua compagnia all’interno del bar avevano, sì, tenuto un atteggiamento prepotente, ma non erano in cerca di provocazioni di carattere calcistico.
Ma il giudice ha accolto il ragionamento della pm Maria Esposito, per la quale in quel frangente il pericolo era cessato, anche perché la madre di De Simone era riuscita a convincere il gruppo di ragazzi atalantini ad allontanarsi (tre di loro sono indagati per minacce aggravate in fascicoli separati). In base agli elementi raccolti dai carabinieri della Sezione operativa della compagnia di Bergamo, il giudice ha ritenuto coerente la contestazione dell'aggravante.
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I familiari della vittima
Ammessi a processo come parti civili i familiari di Riccardo Claris: la mamma Alessandra Feroldi, le sorelle di Riccardo, Barbaba e Francesca e la nonna, Barbara Agazzi, assistiti dagli avvocati Losito, Facchinetti, e Merelli.
La sorella Barbara e la nonna hanno partecipato all'udienza preliminare, di fatto trovandosi per la prima volta di fronte a De Simone. Il 19enne, che si trova in carcere a Cremona, è fratello di Carmine De Simone, a processo per l’omicidio di Luciano Muttoni, l’affittacamere di Valbrembo, ucciso il 7 marzo.
La sera dell’omocidio
Tornando alla sera dell’omicidio di via Ghirardelli, Jacopo De Simone, tifoso interista e altri otto amici (tra cui il fratello gemello e la fidanzata di quest’ultimo) erano entrati nel locale che è uno dei ritrovi dei supporters atalantini.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti il giovane e alcuni compagni avrebbero provocato anche con cori anti-Atalanta. Altri giovani avventori non avrebbero gradito e sarebbero nati degli screzi. La compagnia di De Simone si era allontanata verso la casa di quest’ultimo, in via dei Ghirardelli (dove vive con la mamma e un altro fratello) seguita da un gruppo di tifosi atalantini, tra cui Riccardo Claris, laureato in Economia e commercio.
De Simone era salito nella sua abitazione con altri tre amici. Ma, preoccupato per il fratello e la fidanzata che tardavano ad arrivare, era ridisceso in strada armato di un coltello preso in cucina. Sotto c’era il gruppo di atalantini, che la madre del 19enne imputato era riuscita a riportare a miti consigli. A un certo punto De Simone ha sferrato una coltellata a Claris. Quest’ultimo è morto in pochi minuti, il 19enne è stato invece arrestato e aveva confessato.
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