Alice Mangione, nuda e cruda al Manzoni: “Ancora alla ricerca di me stessa, devo essermi nascosta piuttosto bene”
Alice Mangione
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Articolo: Alice Mangione e Gianmarco Pozzoli (The Pozzolis Family) si sono separati: “Non siamo più marito e moglie ma siamo ancora una famiglia”Articolo: Alice Mangione, debutto solista: "I Pozzolis? In pausa. Cruda e nuda sul palco come i comici inglesi"Milano – Ironica. In ascolto. Senza risposte preconfezionate. Come fosse un’amica a cui confidi i tuoi guai. In mezzo ai tarocchi. E a un paio di vodke. Ma per il momento Alice Mangione è di se stessa che torna a raccontare (e a ridere), lunedì 2 marzo al Teatro Manzoni con “Cruda e nuda – Lato B”. Secondo capitolo del suo monologo di stand-up: pochi filtri, tanta voglia di guardarsi allo specchio per provare a capirsi un po’ di più. Alle spalle, l’ampia parentesi dei Pozzolis, fenomeno virale con l’ex-compagno Gianmarco. Ora però si balla da soli. Meglio così.
Alice, di nuovo in cerca di se stessa?
“Per forza, non mi sono ancora trovata, devo essermi nascosta piuttosto bene. Quindi indosso il cappello di Indiana Jones e parto all’avventura. Il titolo mi diverte, perché spesso nella seconda traccia i musicisti inseriscono una canzone meno pop ma che amano di più. E poi chiaramente è un delicato riferimento al lato b che mi sto facendo”.
Ci sono pezzi nuovi?
“Sì, diverse cose e credo una maggiore profondità. Dentro però a uno spettacolo rodato e lucidato, messo a sistema. Questo grazie al pubblico che ha accolto incredibilmente bene il monologo quando io invece mi sentivo lanciata nell’iperspazio senza avere allacciato bene il casco”.
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Cosa c’entrano i tarocchi?
“Sono la chiave con cui gli spettatori determinano la scaletta. Il pubblico sceglie e io mi adeguo. Sono stati un incontro casuale dopo un corso di storytelling. Ho iniziato con il celebre libro di Jodorowski e ora nei momenti cruciali leggo il mazzo marsigliese. Oltre ovviamente a chiarirmi le idee sbronzandomi con le amiche”.
A quale arcano si sente più legata?
“Dicono che la mia carta sia l’Imperatrice, a cui mi sono ispirata per la locandina. Lei siede su un trono e ha in mano uno scettro e la croce, sostituiti con un calice e il microfono. Ma amo molto la Forza, questa figura femminile serafica, tranquilla, che spalanca le fauci di una bestia feroce. È pura consapevolezza”.
Il momento più intimo?
“Con la Temperanza: tolgo le armature e ho il coraggio di mettermi a nudo davvero”.
Anche lei spalanca le fauci con le mani?
“Di fronte all’emergenza mi si attiva un meccanismo di protezione, per cui ho una reazione coraggiosa e super-operativa. Solo dopo mi arriva la crisi. L’anno scorso ad esempio non è stato facile, un periodo buio. Ricordo che un giorno ho riempito il furgone con le mie cose, mettevo via tutto per benino ma una volta partita mi sono subito dovuta fermare perché mi crollava il mondo addosso. Comunque coi 40 anni mi sono resa conto di una cosa”.
Prego.
“È solo un numero, d’accordo. Ma è chiara la sensazione di avere scavallato la collina. È il momento di fare le cose con cura, cercando di essere felice”.
Ma i Pozzolis proseguono?
“No, meglio che ognuno si concentri sulle proprie cose, è un ciclo chiuso. Iniziava a crearsi anche una progressiva distanza fra visioni artistiche”.
Rimpianti?
“Ho fatto tutto quello che mi andava di fare. Ci sono rimasta male per alcuni no che mi hanno detto ma col tempo ho capito che era giusto così, c’erano delle ragioni. Quindi nessun rimorso, nessun rimpianto come canta Max Pezzali”.
Com’è il mondo della comicità per una donna?
“Non è stato facile quando dalla Bergamasca sono arrivata a Milano, all’epoca la comicità era maschile. Oggi siamo quasi arrivate al punto in cui non è più necessario tirare fuori gli artigli. Ci sono tante comiche, siamo fighe e non dobbiamo per forza assomigliare ai maschi”.
C’è sorellanza?
“Sì, è percepibile un’attenzione fra colleghe. Considera però che c’è sempre stato un problema di disponibilità di ruoli. Quando si sottolinea che le donne non fanno spogliatoio, bisognerebbe pensare che noi allo spogliatoio non siamo mai arrivate, ci tenevano al massimo nei corridoi”.
Cosa ne pensa della vicenda Pucci?
“È stata gestita male. Così male che forse c’erano altre ragioni. Rispetto alla comicità, ognuno ha il suo target, va bene così. E poi Pucci fa ridere, non si può dire il contrario”.
Ma lei a Sanremo ci andrebbe?
“Anche domani. Però la prima sera non l’ho vista, mi sono addormentata leggendo a letto coi miei figli”.
Da qui a cinque anni?
“Voglio crescere, scegliere pochi progetti che mi diano benessere. Sto anche facendo girare un bellissimo soggetto per il cinema. Credo molto in questi elenchi, li facevo anche da ragazza, a Capodanno con un’amica. C’è un potere nel manifestare, nello scrivere le proprie speranze”.
Qui addirittura le scriviamo sul giornale.
“E allora sarà potentissimo”.
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