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Morire per un “fatela finita”: la follia del branco spegne il sorriso di Giacomo. Tre giovani fermati, la città è sotto choc

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13.04.2026

La vittima e i vestiti rimasti sul selciato in piazza Palma

Per approfondire:

Articolo: Chi sono i tre ragazzi fermati per l’omicidio a calci e pugni di Giacomo Bongiorni: Eduard Alin, Ionut Alexandru e un amico minorenneArticolo: Massacro in piazza di Giacomo Bongiorni, morto per le botte della banda che aveva rimproverato: fermati due maggiorenni e un minorenneArticolo: Ucciso dal branco davanti al figlio di 11 anni, padre muore per un rimprovero. L’aggressione a Massa

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Massa, 13 aprile 2026 – Un risveglio agghiacciante. Ieri mattina Massa si è svegliata sotto choc. La notizia dell’uccisione di Giacomo Bongiorni, 47 anni, morto per mano al suo bambino di 11 anni, ha seminato cordoglio, rabbia e disperazione. Bongiorni intorno all’1 era appena uscito dal Jack Rabbit, il locale del centro storico dove si ascolta musica dal vivo, dove aveva trascorso la serata con la compagna Sara Tognoni, il bambino, il cognato e alcuni amici.

La banda di ragazzini, le bottiglie di vetro, il rimprovero

All’uscita, percorrendo piazza Palma per raggiungere l’auto, il fatale incontro: una banda di ragazzi dai 16 ai 23 anni, che avevano già fatto serata alzando il gomito, e che in ’branco’ attraversavano il centro. Nella piazzetta si sono messi a buttare bottiglie di vetro contro il pastificio Pertini. Alla vista dell’atto vandalico Bongiorni con il cognato avrebbe urlato ai ragazzi di smetterla. “Fatela finita”.

Parte l’aggressione, Giacomo finisce a terra

Da qui insulti e calci da parte dei teppistelli che hanno aggredito i due adulti. “Si sono scatenati come animali ammazzandolo di botte”, dice un parente della vittima. Bongiorni è caduto a terra. All’arrivo del 118 l’uomo era già in arresto cardiaco. Così è stato trovato, accasciato a terra, per mano al suo bambino che piangeva. La compagna Sara Tognoni è stata portata all’ospedale sotto choc, mentre il cognato è ancora ricoverato al Noa con fratture agli arti e un’emorragia cerebrale. Sul posto anche i carabinieri che stanno conducendo le indagini.

La vittima e la piazza dove è avenuta l'aggressione mortale (Foto Nizza)

Spunta un video

Ieri, nel pomeriggio, i ragazzi erano stati identificati e interrogati in caserma, mentre il Comune ha consegnato al procuratore Piero Capizzoto i filmati della videosorveglianza. A fare luce su molti punti oscuri di questa terribile vicenda anche il video di un ragazzo che passava di lì. Intanto i carabinieri, prontamente intervenuti, sono riusciti a identificare tutti i soggetti coinvolti. Sono state quindi eseguite perquisizioni e sequestrato materiale utile alle indagini. Il Pm Piero Capizzoto ha proceduto a interrogatori e audizioni dei testimoni.

Tre ragazzi fermati, uno è minorenne

Le indagini sono svolte in collaborazione con la Procura per i minorenni di Genova. Al termine è stato disposto il fermo di due maggiorenni, con l’accusa di concorso in omicidio volontario. Si tratta di Ionut Alexandru Miron, 23 anni, e Eduard Alin Carutasu di 19, entrambi di nazionalità rumena. La Procura dei minori dei Genova ha disposto invece il fermo di un minorenne, a quanto pare massese, sempre per omicidio volontario. Il Pm ha disposto l’autopsia e nei prossimi giorni ci saranno gli interrogatori di garanzia dei tre fermati.

Approfondisci:

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Chi era Giacomo Bongiorni

Giacomo Bongiorni lavorava come carpentiere alla Tecnoservice, una ditta di impianti dell’indotto del Nuovo Pignone. Era cresciuto al Mirteto appassionato di calcio e aveva giocato per anni come portiere nel San Vitale. Amava la Fiorentina, gli piaceva andare a raccogliere funghi, ma la sua vera passione era una dedizione profonda alla famiglia, alla compagna Sara e ai due figli di 11 il maschio e di 18 la femmina. Intanto il sindaco di Massa Francesco Persiani esprime vicinanza alla famiglia: “Chiederemo a prefettura e questura un rafforzamento dei controlli sul territorio.Il giorno delle esequie verrà proclamato il lutto cittadino”.

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