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Tutto quello che c'è da sapere sulla proroga del taglio delle accise. Il Governo tira fuori altri 500 milioni per tamponare la crisi

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03.04.2026

Nuovo taglio delle accise sui carburanti

Per approfondire:

Articolo: Prorogato il taglio delle accise sui carburanti fino all’1 maggio. Credito d’imposta esteso alle aziende agricoleArticolo: Il greggio vola, le Borse crollano. Allarme di Bankitalia sullo spreadArticolo: Un’estate senza voli: l’emergenza cherosene spaventa le vacanze. Cosa può succedere?

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Roma, 3 aprile 2026 – Giorgia Meloni rivendica la necessità dell’intervento, Giancarlo Giorgetti lo presenta come un tampone fino al primo maggio, ma il punto politico ed economico è più ampio: il nuovo decreto bollette approvato questa mattina dal Consiglio dei ministri prova a tenere insieme caro-carburanti, tensioni internazionali, sostegno all’agricoltura, export e fiducia delle imprese in una fase in cui la guerra continua a dettare l’agenda dell’energia.

Il Cdm n.167 si è riunito oggi a Palazzo Chigi e, al termine, il ministro dell’Economia ha illustrato il provvedimento in conferenza stampa; la misura proroga il taglio delle accise già varato a metà marzo, quando il governo aveva stimato un effetto di riduzione di 25 centesimi al litro su benzina e gasolio.

La linea della premier è netta

“Il governo è intervenuto oggi con un nuovo decreto per prorogare la riduzione delle accise sui carburanti”, ha scritto Giorgia Meloni, spiegando che il provvedimento amplia la misura con un sostegno mirato ad agricoltori e imprese esportatrici e definendolo “necessario” per fronteggiare “una fase particolarmente delicata”, segnata da tensioni internazionali che stanno producendo effetti concreti sui costi dell’energia e sull’economia. Il senso politico è chiaro: l’emergenza non viene considerata chiusa e il dossier carburanti è ormai legato allo scenario geopolitico.  

La proroga costa 500 milioni

Giorgetti, dal canto suo, ha dato al decreto una cornice più tecnica ma non meno politica: “Proroghiamo il taglio delle accise fino al primo di maggio”, ha detto, aggiungendo che il testo estende alle aziende agricole il credito d’imposta del 20% già previsto per la pesca, prevede un intervento su Simest per le imprese che lavorano sull’export e recepisce anche l’intesa con le associazioni di categoria su Transizione 5.0. La proroga costa 500 milioni: 200 arrivano, secondo quanto riferito in conferenza stampa, dall’extragettito Iva connesso ai rincari, altri 300 da risorse Ets non ancora utilizzate. Il decreto, però, non è solo una misura sui distributori. È anche una risposta alla fragilità di settori esposti due volte: ai rincari dell’energia e al rallentamento del commercio. L’agricoltura ottiene il prolungamento di un sostegno fiscale sul gasolio, l’export viene aiutato attraverso Simest, mentre sullo sfondo resta la consapevolezza che il quadro può peggiorare ancora. Lo stesso Giorgetti ha detto che il provvedimento “tampona la situazione fino al primo di maggio” e che saranno gli sviluppi internazionali a suggerire eventuali altre mosse. È un’ammissione di prudenza, ma anche il riconoscimento che la volatilità del petrolio e del gas resta il convitato di pietra di questa fase.

L'aumento di carburanti contagia tutta Europa

Misura ponte per guadagnare tempo

In controluce si vede già il passaggio successivo. Il ministro dell’Economia ha collegato la crisi energetica a una riflessione europea sulla clausola di deroga prevista dalle nuove regole di governance: se la situazione non cambierà, ha lasciato intendere, la discussione sarà inevitabile. Tradotto: l’emergenza energia rischia di pesare non solo sui prezzi alla pompa e sulle bollette, ma anche sulla traiettoria di finanza pubblica. Il decreto di oggi mostra così la sua natura reale: non una soluzione strutturale, ma una misura ponte per guadagnare tempo e contenere l’urto immediato.  

L’attenzione alle famiglie

Per famiglie e imprese il messaggio è quindi duplice. Nell’immediato il governo evita che lunedì scatti la fine dello sconto e che i listini alla pompa assorbano per intero la tensione internazionale. Ma nello stesso tempo dice che la partita non è affatto chiusa. Meloni promette “massima attenzione” per proteggere famiglie, imprese e lavoro; Giorgetti avverte che oltre il primo maggio si deciderà in base agli eventi. In mezzo c’è un’economia ancora appesa alla geopolitica, con il decreto bollette che prova a difendere potere d’acquisto e competitività, ma senza poter ancora sciogliere il nodo di fondo: quanto a lungo l’Italia e l’Europa potranno permettersi di inseguire l’emergenza energetica senza una normalizzazione dello scenario internazionale.

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