La conosce online e la stupra, pazzo di gelosia: condannato
Un momento di un corteo contro la violenza sulle donne (Archivio)
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Samarate, 14 febbraio – Lo aveva conosciuto online, poche settimane prima. Si presentava con un altro nome, modi gentili, parole rassicuranti. Dietro quella maschera è emerso il mostro. La prima Corte d’Appello di Milano, ha confermato la condanna a 4 anni e 8 mesi di reclusione per un quarantaseienne originario di Busto Arsizio, riconosciuto colpevole di violenza sessuale aggravata ai danni di una donna di 48 anni residente a Samarate. La sentenza ribadisce quanto già stabilito in primo grado al termine del rito abbreviato: colpevole. L’uomo si trova attualmente in carcere.
I fatti risalgono al settembre 2022. Tutto era iniziato su un sito di incontri. Lui si era presentato come Andrea. Poi lo scambio dei numeri, i messaggi su WhatsApp, la richiesta di un appuntamento. Una cena, una notte insieme, poi altre serate, altri incontri. Un rapporto che sembrava nascere sotto il segno della normalità.
Il 22 settembre sera i due erano usciti in un locale a Vergiate. Qualche cocktail, come tante altre volte. Ma qualcosa è cambiato. Una scenata di gelosia improvvisa, accuse, sospetti infondati. Lui sostiene che lei abbia civettato con altri uomini. Lei respinge ogni insinuazione. Ma la discussione non si placa.
Rientrati a casa di lei, la tensione esplode. L’uomo si avvicina, le cancella con le mani il rossetto dalle labbra. La rabbia prende il sopravvento.
Secondo quanto ricostruito in aula, l’imputato – che in passato aveva avuto problemi legati all’abuso di cocaina – perde il controllo. La donna prova ad allontanarlo. Urla, dice «no». Ma lui la afferra e la violenta. Non basta. Lei riesce a sottrarsi, si rifugia in camera da letto. Ma viene raggiunta di nuovo. E lì, secondo l’accusa accolta dai giudici, subisce una seconda violenza.
La vittima ha avuto il coraggio e la forza di non restare in silenzio, di raccontare, di affrontare un percorso giudiziario lungo e doloroso. La Corte d’Appello ha confermato la responsabilità dell’uomo per violenza sessuale aggravata.
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