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Il pullman che sbanda in autostrada a Praga, gli studenti salvi grazie al gesto d’eroismo di tre prof: “Il Ministero dia loro un riconoscimento”

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18.04.2026

Domenico Lucifora, docente del liceo scientifico Cavalleri di Parabiago

Per approfondire:

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Parabiago (Milano), 18 aprile 2026 – Dopo la paura, il riconoscimento. Dopo quei secondi sospesi sull’autostrada di Praga, in cui tutto poteva finire nel peggiore dei modi, arriva ora un gesto ufficiale che prova a dare il giusto peso a quanto accaduto. La dirigente scolastica del liceo Cavalleri, Alessandra Moscatiello, ha infatti deciso di scrivere direttamente al Ministro dell’Istruzione e del Merito per segnalare l’episodio e chiedere un riconoscimento formale per i tre docenti protagonisti: Miriam Morsani, Federica Verzaro e Domenico Lucifora. 

Il malore improvviso 

I fatti risalgono al 15 aprile, durante il viaggio d’istruzione della classe IV BU a Praga. Il pullman su cui viaggiavano studenti e insegnanti stava percorrendo l’autostrada a velocità sostenuta quando l’autista è stato colto da un improvviso e grave malore. In pochi istanti il mezzo ha iniziato a deviare pericolosamente verso il ciglio della carreggiata. È lì che è cambiato tutto.  

Il liceo Cavalleri di Parabiago

La prontezza di riflessi 

I tre docenti si sono accorti immediatamente della situazione e hanno reagito senza esitazioni. Hanno provato a richiamare l’attenzione dell’autista, a scuoterlo, ma senza ottenere risposta. A quel punto, in una manciata di secondi e in condizioni estreme, si sono spinti verso la postazione di guida, hanno afferrato il volante e sono riusciti ad azionare il freno, portando il mezzo sulla corsia di emergenza. Un gesto istintivo, ma decisivo. Un intervento che ha evitato conseguenze potenzialmente drammatiche per l’intero gruppo. 

Il plauso della dirigente  

L’autista è stato poi soccorso e assistito fino all’arrivo dei sanitari, mentre studenti e insegnanti, ancora sotto choc, venivano messi in sicurezza. Nella lettera inviata al Ministero, la dirigente parla apertamente di "episodio di straordinario senso del dovere e prontezza di riflessi” e definisce l’azione dei docenti “un esempio luminoso di dedizione, non solo professionale ma profondamente umana”. Parole che raccontano bene il senso di quanto accaduto.  

Il rientro in Italia 

Perché in quei momenti non c’erano solo insegnanti in gita, ma adulti chiamati a prendersi cura – fino in fondo – dei ragazzi affidati loro. "Il loro comportamento – si legge ancora – onora l’intera istituzione scolastica italiana e dimostra come il ruolo del docente vada spesso oltre la sola missione didattica”. Intanto, la classe è rientrata a casa. Con addosso lo spavento, ma anche la consapevolezza di aver vissuto qualcosa che difficilmente dimenticherà. Una storia che ora esce dalle cronache di un viaggio d’istruzione per diventare un esempio. Di lucidità, di coraggio. E di responsabilità.

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