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Laura Santino, chi era la 26enne bresciana terza vittima della valanga in Alto Adige. “Amava gli animali, aveva una sensibilità indescrivibile”

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23.03.2026

Laura Santino, la 26enne vittima della valanga in Alto Adige

Per approfondire:

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Era la ragazza che sussurrava agli asini, Laura Santino. Psicologa, andava a scuola di asinoterapia per dare vita al suo sogno: aprire un agriturismo tutto suo con tanti animali, per fare attività con le persone fragili. Un sogno che la ventiseienne bresciana non realizzerà mai: è morta ieri mattina all’ospedale di Innsbruck.

Sabato scorso era stata travolta da una valanga di enormi proporzioni che si era abbattuta su un gruppo di 25 scialpinisti in Val Ridanna, in Trentino, vicino a Vipiteno. Originaria di Vobarno e residente a Promo di Vestone, in Vallesabbia, Santino si dedicava allo scialpinismo con il marito che invece è rimasto miracolosamente illeso, e ora è sotto choc. Il gigantesco distacco si era verificato a oltre 2.600 metri di quota sotto Cima d’Incendio, mentre in quel frangente erano impegnate con sci e pelli diverse comitive.

Laura Santino

La slavina

Un fronte nevoso di circa 150 metri e lungo ottocento alle 11.40 è precipitato dalla vetta Zunderspitze, a circa 2.700 di quota, sul crinale tra la Val Ridanna e la Val Racines, per scivolare e ingrossarsi lungo il pendio, in quel tratto assai ripido, e piombare infine a 2.300 metri su un gruppo. Sette scialpinisti sono rimasti sepolti, tra cui appunto la giovane psicologa, la più grave tra i cinque feriti. Estratta dalla coltre ghiacciata, da subito era apparsa in condizioni disperate. Trasportata in elicottero alla Clinica universitaria di Innsbruck, non si è più ripresa. Con lei sale a tre il numero delle vittime.

Le altre vittime

La slavina ha infatti ucciso sul colpo la guida alpina Martin Parigger, 62 anni, di Ridanna, e Alexander Froetscher, 56 anni, pure di Ridanna, di casa in Austria. Sono ancora in ospedale quattro persone, due ferite gravemente – un turista tedesco e un autriaco – mentre altre due, entrambe tedesche, non dovrebbero avere problemi. Le proporzioni della valanga aveva imposto un imponente dispiegamento dei soccorsi, con in campo ottanta uomini del Cnsas, della Finanza, dell’Alpenverein, vigili del fuoco. Le operazioni di ricerca erano iniziate subito grazie agli scialpinisti sopravvissuti i quali, utilizzando Arva e sonde, si erano messi a scavare per individuare nel minor tempo possibile i compagni rimasti sotto. Nonostante la corsa contro il tempo, due appunto erano stati estratti già morti.

Amata in Vallesabbia

Laura Santino, si diceva, è la terza vittima. Molto conosciuta in Vallesabbia, lavorava per la cooperativa soccale Cogess, che si occupa di servizi a disabili, e per una fattoria didattica, La Mirtilla di Idro, che organizza laboratori per i bambini, trekking guidati e pet therapy . Il suo sogno, dice chi la conosceva, era appunto avviare un agriturismo. Era anche una pallavolista di livello, che per anni ha giocato nelle squadre di Vobarno, Barghe e Villanuova. «Ciao Laura, ciao Santi» scrivono i compagni di squadra sui social, increduli per la scomparsa di quella ragazza che definiscono solare e sorridente. «Laura aveva una sensibilità indescrivibile, aveva il dono di sussurrare agli asini e trasmettergli una pace profonda» la ricordano invece gli istruttori della Asino felice Sife (scuola italiana finalizzata equidi bas) dove la ventiseienne si impratichiva di ippoterapia. Lascia, il marito, i genitori e una sorella.

 

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