Omicidio di Terry Meneghetti, al via il processo per il giovane assassino. La figlia della vittima: “Nessun perdono” /
Il presidio fuori dal Tribunale per i minorenni di Milano a favore di Terry Meneghetti
Per approfondire:
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La Procura contesta al giovane, sotto processo con rito abbreviato, l’aggravante dei futili motivi, dell’aver approfittato “di circostanze tali da ostacolare la difesa” della vittima, ossia l’età avanzata della donna, e della premeditazione: avrebbe pianificato l’omicidio di Terry, che conosceva perché in passato lui aveva vissuto nello stesso condominio con la madre.
I motivi del gesto
È accusato anche di violazione di domicilio, perché è entrato nel condominio digitando il codice segreto, si è appostato sul pianerottolo e ha atteso che l’anziana rincasasse. Una volta nell’appartamento l’ha strangolata e l’ha colpita con una lampada, per poi tornare a casa e confessare l’omicidio alla madre, che ha chiamato il 112. Elementi che, assieme ad altri “sopralluoghi“ nei giorni precedenti, hanno portato a contestare la premeditazione.
Terry Meneghetti e la figlia Silvia Bindella
Perché l’ha uccisa? Sarebbe stato spinto da un assurdo “rancore”, legato a un episodio del passato. "Avevo litigato con mia mamma – ha spiegato – e lei si era rifiutata di farmi dormire in casa sua e di lasciarmi caricare il cellulare”. Un risentimento maturato perché “quel giorno non mi aveva aiutato”, fino ad arrivare all’omicidio. Ritenuto capace di intendere e di volere, M.S. ha ammesso in aula le sue responsabilità.
Premeditazione contestata
“Nell’interrogatorio sono emerse le stesse circostanze che hanno indotto la Procura minorile a contestare la premeditazione – spiega l’avvocata Cristina Perozzi, che assiste i due figli di Terry –. Crediamo che sia importante dare voce alle vittime, perché il processo penale è concentrato tutto sulla figura dell’imputato. D’altra parte la Cedu ha già condannato più volte l’Italia perché non garantisce tutela e protezione alle vittime di reato”.
Silvia Bindella non intende perdonare l'assassino
La figlia: “Nessun perdono”
Per Silvia Bindella ascoltare la voce del minorenne che senza una ragione ha ucciso sua madre è stato un passaggio "doloroso ma necessario” perché “voglio essere sempre presente, fino all’ultimo”. Una tensione che si è sciolta una volta terminata l’udienza. “Non voglio neanche sentir parlare di scuse e di pentimenti – prosegue – perché io non perdono. Era consapevole di quello che stava facendo. Ora voglio andare avanti a credere nella giustizia. Da questo male che abbiamo subito – conclude – nascerà un progetto per tutelare le vittime che, come noi, restano senza assistenza”.
Per il prossimo 24 aprile è in programma la requisitoria del pm e l’intervento della difesa. Poi, il 15 giugno, a poco più di un anno dalla morte di Terry, dovrebbe essere emessa la sentenza.
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