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Hoepli, la ricetta workers buyout. Le cooperative rilanciano: “Nuove strade per il salvataggio”

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22.03.2026

Il presidio dei lavoratori Hoepli dopo la liquidazione volontaria decisa dai soci

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Milano – Legacoop rilancia sulla ricetta del “workers buyout” per salvare la storica libreria Hoepli, e anche i posti di lavoro dei dipendenti. Un’azione di salvataggio dell’azienda, o di una sua parte, realizzata dai lavoratori che subentrano nella proprietà, che ha già ottenuto risultati di successo in altri ambiti, ma ancora inesplorata nel complesso mondo dell’editoria. Sul tavolo ci sarebbero i fondi messi a disposizione dalla legge Marcora per incentivare questi progetti, che hanno preso piede soprattutto nel caso di aziende che rischiavano di spegnersi per un mancato ricambio generazionale o di crisi aziendali non irreversibili.

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La proposta 

La proposta è stata avanzata formalmente dalla cooperazione lombarda (Confcooperative, Legacoop e Agci) durante un incontro con i sindacati, anche se il percorso sarebbe tutto da costruire e dovrebbe passare in primo luogo dalla disponibilità dei dipendenti. “La storica libreria Hoepli è un pezzo di storia della città e non solo il patrimonio di una famiglia – sottolinea Attilio Dadda, presidente di Legacoop Lombardia –. Se crediamo in questa affermazione, le strade, anche quelle non comode e tradizionali, dovrebbero essere esplorate e istruite da tutte le parti in causa o interessate.

La Hoepli vanta una storia lunga 156 anni

La cooperazione lombarda in forma unitaria ha chiesto ai sindacati di avviare un percorso comune nell’orizzonte del “workers buyout” proprio per valorizzare le competenze dei circa 90 lavoratori”. Poi un messaggio indirizzato ai sindacati Cgil, Cisl e Uil, che venerdì hanno incontrato il Comune. “Cambia certamente la posizione di alcune parti sociali – spiega Dadda –, c’è chi aspetta una controparte e chi dal basso cerca di costruire un soggetto partecipativo e cooperativo al servizio e custode del patrimonio culturale che deve restare collettivo e metropolitano. In questo caso serve, a mio parere, coerenza più che vertenza”.

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I dubbi 

Il segretario milanese della Cisl, Eros Lanzoni, in una nota diffusa dopo l’incontro di venerdì aveva toccato anche il tema della cooperativa. “L’ipotesi di costituire una cooperativa che gestisca l’azienda è complessa e difficilmente percorribile – ha evidenziato – e andrebbe comunque discussa prima con i dipendenti. In quanto ad inserire la Hoepli fra le botteghe storiche sarebbe un atto puramente simbolico, che non porterebbe a nulla di concreto”. Un percorso che sarebbe ancora tutta da definire, per salvare la storica libreria e casa editrice, oltre all’opzione di un possibile compratore in grado di rilevarla dopo la liquidazione volontaria decisa dai soci. Una strada, quella del “workers buyout“, che per avere una speranza di successo dovrebbe partire subito, perché più passa il tempo più l’impresa rischia di finire fuori mercato e di non reggersi sulle sue gambe. Al di là dei casi di successo, tanti non superano la fase di startup o si arenano dopo pochi mesi.

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