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Glovo e Deliveroo pronte ad aumentare gli stipendi dei rider. Le proposte al vaglio dei pm

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14.03.2026

I rider oggi sono in piazza per la giornata di mobilitazione promossa dalla Cgil A Milano presidio davanti alla Centrale

Per approfondire:

Articolo: La mamma rider di Glovo: “Io, sola con due figli piccoli, li portavo con me. Per loro era un gioco”Articolo: Il presidio in Centrale: "Non siamo schiavi. Ora assumeteci tutti"Articolo: Nuove forme di caporalato. Commissariata Foodinho: "Regolarizzi 40mila rider"

Milano – I colossi del delivery Glovo e Deliveroo metteranno sul tavolo le loro proposte durante un incontro fissato per il 26 marzo con il pm Paolo Storari e i professionisti nominati quando è stato disposto il controllo giudiziario per le due società, con l’obiettivo di traghettarle verso la legalità. Proposte che, nel concreto, dovrebbero portare a un aumento delle retribuzioni per la loro flotta di rider (circa 40mila di Glovo e altri 20mila di Deliveroo, alcuni attivi su entrambe le piattaforme) e alla regolarizzazione, uscendo da quelle condizioni di sfruttamento emerse dalle inchieste. Non è l’unico tema al centro dell’incontro fissato per fine mese, perché sono emersi anche fenomeni di caporalato legato alla cessione degli account.

Approfondisci:

Rider in piazza dopo le inchieste: "Subito condizioni dignitose"

Il dialogo tra aziende e Procura

Si è aperto in ogni caso un dialogo fra le aziende e la Procura che potrebbe portare in futuro a una revoca del controllo giudiziario, sulla stessa linea di quanto è stato fatto per altri colossi della logistica, dei trasporti e della moda. Valutazioni legate alle misure concrete che verranno prese per uscire dalla situazione di sfruttamento lasciando poi la partita dei contratti sul tavolo competente, quello politico e sindacale.

Nell’attesa i rider continuano a lavorare con le stesse condizioni di prima, e oggi scenderanno in piazza anche a Milano nella giornata di mobilitazione nazionale indetta dalla Cgil.

Il caso Ceva Logistics

Intanto ieri sono stati convalidati gli ultimi due sequestri per frode fiscale disposti d’urgenza dalla Procura di Milano, il 3 marzo, nelle indagini milanesi sui cosiddetti "serbatoi di manodopera". Si tratta di sequestri preventivi per oltre 27,3 milioni di euro nei confronti di Ceva Logistics Italia srl e Ceva Ground Logistics Italy spa, società con sede ad Assago e che fanno parte del gruppo aziendale leader nel settore della logistica.

Lo ha deciso il gip di Milano Luca Milani, a seguito delle indagini dei pm Paolo Storari e Daniela Bartolucci e del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf. Si tratta di un’altra tranche delle molte inchieste milanesi per frode fiscale sui grandi gruppi dei trasporti e della logistica, ma anche della vigilanza privata, e sull’uso dei cosiddetti "serbatoi di manodopera", con annesso "sfruttamento" dei lavoratori. Indagini con le quali la Procura di Milano, attraverso i risarcimenti versati dalle società coinvolte all’Agenzia delle Entrate, ha recuperato negli ultimi anni oltre un miliardo di euro e ha ottenuto la "assunzione e stabilizzazione di oltre 54.000 lavoratori, prima ‘in balià delle società serbatoio". Ceva Logistics, come si legge nel decreto del gip, ha "operato esercitando i poteri di gestione del datore di lavoro, senza sopportare", però, gli oneri "contributivi, stipendiali e contrattuali" della assunzione di "decine di dipendenti".

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