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Dentisti low cost, tra truffe e cure pessime. La testimonianza: “Io, rovinato per sempre”

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10.03.2026

Negli ultimi anni diverse catene anche straniere sono sbarcate in Italia

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Milano, 10 marzo 2026 – L’intervento ai denti si è rivelato un disastro, con indebolimento permanente dell’organo della masticazione e ingenti danni certificati da una consulenza, dovuti a scorretta infissione degli impianti e applicazione della protesti dentale, oltre all’asportazione erronea di due canini. Operazioni effettuate, tra l’altro, in assenza del consenso informato.

Il caso legale

Un caso approdato davanti alla Procura di Milano che, a seguito della denuncia presentata dal legale del paziente danneggiato, ha aperto un’indagine per il reato di lesioni colpose a carico dei responsabili di una catena di centri dentistici.

Sempre più vittime di catene di dentisti a "basso presso" (immagine di repertorio)

Indagine, coordinata dalla pm Marina Petruzzella, che andrà verso l’archiviazione perché nel frattempo la denuncia è stata ritirata: la società, infatti, attraverso un accordo extraprocessuale ha versato un risarcimento ritenuto congruo dal paziente, assistito dall’avvocato Nicola Brigida, evitando così conseguenze giudiziarie.

Una problematica comune

Non un caso isolato. Se le denunce in sede penale come questa sono più rare, sono sempre più frequenti le cause civili che riguardano danni provocati da dentisti, spesso in studi che attirano clienti promettendo interventi low cost.

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Segnalazioni arrivate anche davanti alle associazioni di consumatori, con una nuova beffa milanese che ricorda il caso Dentix: nel 2021 la catena spagnola di studi odontoiatrici sbarcata in Italia aveva chiuso i battenti lasciando i pazienti con interventi incompleti e rate dei finanziamenti ancora da pagare. Finanziamenti che i clienti erano stati spinti a contrarre con società partner di Dentix, pagando così l’intervento a rate. Ora ha chiuso i battenti all’improvviso un’altra clinica dentistica, la Sanident in via Settembrini 6, lasciando centinaia di pazienti milanesi senza informazioni.

La reazione delle associazioni

“Dopo alcune comunicazioni con le quali la società rinviava di volta in volta la riapertura – spiega Carmelo Benenti, presidente di Federconsumatori Milano – al momento i tentativi dei pazienti non hanno più riscontro”.

Oltre agli interventi ancora da completare, c’è anche un aspetto economico non indifferente, che si ricollega al caso Dentix del 2021. “Molti di loro hanno i contratti di finanziamento in corso – prosegue Benenti – e continuano a corrispondere le somme alle società finanziarie, senza che però le prestazioni collegate siano in tutto o in parte state effettuate. Per questo motivo Federconsumatori Milano sta organizzando una azione congiunta sia nei confronti della Sanident che nei confronti delle società finanziarie”.

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Di fronte all’ennesimo caso “di clinica odontoiatrica che chiude all’improvviso lasciando i pazienti nei guai”, secondo l’associazione “la maggiore forza per i consumatori, in questa situazione, è agire compatti per ottenere la tutela dei propri diritti”.

Storie di fallimenti precedenti

Tornando indietro negli anni, il fallimento delle cliniche odontoiatriche low cost Idea Sorriso aveva beffato centinaia di clienti. Poi, nel 2020, era arrivato il crac di un’altra catena, la Dental Discount, che aveva fatto il suo ingresso nel mercato nel 2007 promettendo “un nuovo modo di andare dal dentista” con una ricetta a base di un “forte abbassamento dei prezzi per permettere a tutti di avere il sorriso che meritano” e la classica offerta di finanziamenti per pagare a rate gli interventi.

Il meccanismo era stato riassunto all’epoca in una nota della Commissione Albo odontoiatri dell’Ordine dei medici. “Le società fondano la loro sopravvivenza su alcuni elementi principali – si legge – prestazioni low cost che fungono da specchietto per le allodole per attirare i clienti; congrui anticipi da versare alle società prima di ricevere le cure; accensione di onerosi finanziamenti con società di credito al consumo (finanziarie), di solito per migliaia di euro. E c’è anche il sospetto che in alcuni casi la cura non sia né necessaria né appropriata. Il fallimento è spesso preceduto da un’impennata di proposte di interventi molto costosi e non sempre necessari, quasi tutti pagati in anticipo attraverso la promozione di strumenti finanziari. Così le società – conclude l’atto d’accusa della commissione – si garantiscono un’iniezione di denaro, con i debiti che ricadono sulle spalle dei pazienti ai quali, a quel punto, non resterà che vedersela con le finanziarie”.

Un percorso a ostacoli per cercare di riavere il denaro, strascichi in Tribunale che si dilungano per anni e ripercussioni anche sui dipendenti, tra stipendi arretrati e mancati versamenti di contributi.

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