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La fuga di Elia Del Grande continua: è caccia al killer di Cadrezzate di nuovo evaso. Qualcuno lo sta aiutando?

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07.04.2026

Le ricerche di Elia Del Grande si concentrano al momento su Cadrezzate

Per approfondire:

Articolo: Elia Del Grande scarcerato, il killer alla casa lavoro di Alba: “A Castelfranco non stava bene”Articolo: Fuga di Elia Del Grande, indagata per favoreggiamento la compagna Rossella Piras

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Continua la caccia a Elia Del Grande di nuovo in fuga. Doveva rientrare nel pomeriggio di Pasqua alla casa-lavoro di Alba, nel Cuneese, dopo un permesso concesso per la festività come segno di fiducia. Ma quel cancello non lo ha più varcato e da allora è sparito nel nulla. Per Del Grande non è la prima evasione dalla misura alternativa. Proprio nel ricordo dell’ultima fuga si rintraccia una chiave di lettura.

Era il 30 ottobre 2025 quando si era allontanato da una casa-lavoro nel Modenese, violando le prescrizioni della sorveglianza speciale. Allora scelse il ritorno alle origini, Cadrezzate. Il suo paese del Varesotto, il lago, in poche parole: casa. Si nascose per giorni eludendo i controlli e muovendosi con cautela tra boschi e acquitrini che conosce sin da bambino. Fu fermato il 12 novembre dai Carabinieri del nucleo operativo di Varese e Modena, con il supporto del Ros. Anche allora non mancò l’ombra di una rete di favoreggiamento: la compagna risulta indagata per aver agevolato la latitanza.

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La strage dei fornai e la condanna a 30 anni

Oggi, come allora, Cadrezzate torna a essere sotto i riflettori. È il luogo in cui le ricerche si concentrano, ma soprattutto è la scena primaria del reato che ha segnato in modo indelebile la biografia criminale di Del Grande. Ha 22 anni, quando stermina a fucilate tutta la sua famiglia: il padre Enea, 58 anni, la madre Alida, 53 anni, e il fratello Enrico, 27 anni perché si opponevano al matrimonio con la giovane dominicana di cui era innamorato. Era il 7 gennaio 1998 quando si consumò quella che la cronaca definì la ’strage dei fornai’, per via del lavoro dei genitori: un triplice omicidio, aggravato da futili motivi e da una dinamica di efferata violenza. Un delitto che per modalità esecutive e contesto relazionale ha rappresentato un caso emblematico di violenza domestica degenerata in sterminio. Per quei fatti Del Grande ha scontato trent’anni di reclusione.

Elia Del Grande ieri e oggi: il giorno dell'arresto nel 1998 e uno scatto recente

L’attesa della decisione del magistrato sulla pericolosità sociale

La fase successiva, quella dell’esecuzione penale esterna, avrebbe dovuto segnare un progressivo reinserimento, monitorato e condizionato. Ad Alba era in attesa della decisione del magistrato di sorveglianza, chiamato a pronunciarsi sulla sua pericolosità sociale residua. L’udienza del 26 marzo si era chiusa con una riserva. Il 13 aprile la data fissata per lo scioglimento. Nel mezzo, la fuga. Ora la storia si riavvolge ancora una volta, seguendo un percorso circolare in cui il passato non smette di riaffiorare. Gli investigatori lavorano sulle abitudini, sui contatti, sulle direttrici già battute. E mentre il dispositivo di ricerca si estende dal Piemonte alla Lombardia, resta la consapevolezza che ogni latitanza di Del Grande non è mai improvvisata, ma costruita su una memoria precisa: quella dei luoghi, delle relazioni e, soprattutto, del delitto originario da cui tutto ha avuto inizio.

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