L’omicidio di Enzo Ambrosino a Induno, l’autopsia dovrà chiarire se sia stato colpito anche mentre era a terra
Enzo Ambrosino è stato ucciso nella notte tra l’11 e il 12 aprile al culmine di un violento litigio in strada
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SeguiciInduno Olona (Varese) – Proseguono gli accertamenti sull’omicidio a Induno Olona, mentre il quadro investigativo inizia a delinearsi. L’autopsia sul corpo di Enzo Ambrosino è stata eseguita ieri da Chiara Rossetti, incaricata di chiarire le cause del decesso e la dinamica delle lesioni. I legali della famiglia della vittima e delle altre parti coinvolte hanno chiesto che l’esame approfondisca anche eventuali ferite inferte dopo la caduta a terra e la posizione degli aggressori al momento del colpo mortale. Dai primi riscontri emerge che Ambrosino sarebbe stato raggiunto da un fendente profondo al torace, nella zona laterale del busto, risultato fatale.
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Intanto, dall’ufficio del Gip di Varese è arrivata la convalida del fermo per Gesuino Corona, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio: il 50enne resta in carcere in custodia cautelare. Ieri sono stati sentiti dal giudice, da remoto, sia il figlio Dimitri Corona, assistito dall’avvocato Domenico Margariti, sia Gennaro Ambrosino, padre della vittima, difeso dall’avvocato Paolo Bossi che ha detto: “Tutto ciò che vuole il mio assistito è poter affrontare l’impareggiabile dolore della perdita di un figlio”.
A coordinare gli interrogatori è il Gip Marcello Buffa. Gli elementi raccolti sembrano orientare gli investigatori verso un regolamento di conti. Alla base della rissa ci sarebbe un debito di circa 250 euro che Dimitri Corona avrebbe avuto nei confronti della vittima. Il giorno precedente si sarebbe già verificato un alterco, durante il quale il giovane Corona sarebbe rimasto ferito. Un episodio che avrebbe innescato una sorta di spedizione punitiva. Secondo quanto ricostruito, sul luogo dell’aggressione sarebbero giunte almeno sei persone: Gesuino Corona, arrivato in moto, il figlio giunto in auto con altri soggetti, tra cui due fratelli e un sesto uomo non identificato. Dopo la rissa, padre e figlio, feriti, avrebbero tentato di raggiungere un ambulatorio ad Arcisate, per poi dirigersi verso il pronto soccorso di Varese. Successivamente sarebbero stati trasferiti negli ospedali di Como e Milano.
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