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Perché in Russia è piovuto petrolio: ennesimo disastro dovuto alla guerra

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Bombardata raffineria sul fiume Tuapse

Per approfondire:

Articolo: Iran, le fuoriuscite di petrolio si vedono dallo spazio. Raid su impianti e petroliere: il disastro ambientale incombe

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Tuapse (Russia), 24 aprile 2026 – Ennesimo disastro ambientale sul mar Nero, uno dei fronti della guerra in Ucraina, in seguito a una serie di attacchi condotti con droni da Kiev contro le infrastrutture energetiche della regione. L’operazione militare, partita per colpire la capacità di esportazione russa, si è trasformata in una vera e propria crisi ecologica, caratterizzata da un fenomeno inquietante che i residenti hanno ribattezzato ‘pioggia di petrolio’.

L'emergenza è esplosa dopo l'attacco avvenuto nella notte tra il 19 e il 20 aprile, che ha colpito la raffineria locale – un impianto strategico che vende la maggior parte dei suoi prodotti all'estero – innescando incendi devastanti. Secondo quanto riportato da Reuters, i vigili del fuoco sono riusciti a mettere sotto controllo il rogo solo dopo ben quattro giorni di sforzi incessanti. La dichiarazione del quartier generale della regione di Krasnodar ha confermato che ben 276 pompieri e 77 veicoli sono stati impegnati per domare le fiamme che avvolgevano diversi serbatoi di stoccaggio.

Bombardata raffineria sul fiume Tuapse

Tuttavia, lo spegnimento delle fiamme non ha posto fine all'incubo per la popolazione locale. Come documentato dalla testata polacca Tvp, sui social media sono circolate immagini e video scioccanti che mostrano gocce di una sostanza nera e oleosa cadere dal cielo, ricoprendo edifici, automobili e vegetazione. Questo fenomeno è il risultato dei sottoprodotti della combustione che, mescolandosi alla pioggia, sono ricaduti al suolo sotto forma di precipitazioni tossiche. Le autorità locali hanno ammesso che le concentrazioni di particelle nocive nell'aria, tra cui benzene, xilene e fuliggine, hanno raggiunto livelli "da due a tre volte superiori ai limiti consentiti".

Le ripercussioni ambientali si sono estese rapidamente anche all'ecosistema marino. Euractiv ha riportato testimonianze dirette di residenti che descrivono spiagge e tratti di mare ricoperti da chiazze di greggio. "Le immagini mostrano enormi nuvole nere sopra la città, fuoriuscite di petrolio in mare e pesci e uccelli morti che giacciono sulla riva", hanno riferito fonti locali, aggiungendo che persino gli animali randagi sono stati fotografati con il pelo imbrattato di residui neri. Secondo le stime dell'outlet indipendente Sota News, l'area di acqua contaminata potrebbe coprire circa 10 mila metri quadrati, con prodotti petroliferi che si sono riversati anche nel fiume Tuapse.

Di fronte alla gravità della situazione, l'amministrazione cittadina ha imposto misure drastiche: tutte le scuole sono state chiuse e ai residenti è stato ordinato di "rimanere in casa, tenere le finestre chiuse, limitare le attività all'aperto e indossare maschere facciali" in caso di necessità di uscire.

Sebbene la situazione degli incendi sembri ora sotto controllo, le autorità non hanno ancora fornito aggiornamenti rassicuranti sulla qualità dell'aria e dell'acqua, lasciando la popolazione di Tuapse – normalmente una meta di villeggiatura – in uno stato di incertezza mentre tenta di ripulire le proprie case e i propri veicoli dalle sostanze tossiche.

L'escalation degli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe, che ha colpito non solo Tuapse ma anche stazioni di pompaggio nelle regioni di Nizhny Novgorod, sembra mirata a erodere le entrate derivanti dalle esportazioni di petrolio, fondamentale fonte di finanziamento per l'esercito di Mosca.

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