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Sicilia. Un’isola, tante Sicilie. Fotografia, memoria e patrimonio culturale nell’opera di Armando Rotoletti in mostra all’Antiquarium di Centuripe (EN)

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27.03.2026

Cantore dell’Italia, cantore della  Sicilia,  eccellenza della fotografia italiana, studioso e sociologo della società, intellettuale che documenta una parte del Sud, la Sicilia, anzi le Sicilie, come nessuno mai ad oggi aveva documentato. Dal 28 marzo al 27 settembre 2026 l’Antiquarium Comunale di Centuripe ospita la mostra Sicilia. Un’isola, tante Sicilie. Fotografia, memoria e patrimonio culturale nell’opera di Armando Rotoletti, un ampio progetto espositivo dedicato a oltre trent’anni di ricerca fotografica sull’isola.

Il progetto nasce dall’idea che la fotografia possa costituire uno strumento di indagine scientifica sul territorio, sulla memoria e

Biancavilla (Catania) Circolo Agrario, 2012.Trocadero etneo in terza età. Ogni passaggio è una passerella. I tacchi fanno correre l’idea, e l’idea è la stessa. La psicanalisi non è complessa è solo affine. Non ci si distingue neppure mettendosi il cappello. Anche se adesso s’impenna solo la sedia.

sulle trasformazioni sociali, capace di restituire non solo immagini ma interpretazioni complesse di un contesto storico e culturale. La mostra di Armando Rotoletti dedicata alla Sicilia rappresenta, in questo senso, un corpus di grande valore, frutto di oltre trent’anni di frequentazione assidua dell’isola e di un rapporto personale, profondo e mai interrotto con essa.

«Questa mostra – dichiara l’Assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – rappresenta un esempio virtuoso di come la fotografia possa diventare strumento di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. L’opera di Rotoletti restituisce alla Sicilia uno sguardo consapevole e stratificato, capace di mettere in luce la ricchezza delle nostre identità e di trasformarla in occasione di crescita culturale e civile».

Costretto a lasciare la Sicilia in giovane età per ragioni di lavoro, Rotoletti non ha mai reciso il legame con la sua terra d’origine. Al contrario, il distacco ha reso ancora più urgente il bisogno del ritorno. A partire dalla fine degli anni Ottanta, la Sicilia diventa per lui un luogo da esplorare sistematicamente, un campo di osservazione privilegiato in cui far convergere esperienza biografica e pratica professionale di fotogiornalista. I viaggi per importanti magazine italiani e i progetti personali si intrecciano così in una lunga ricerca visiva che non pretende di essere esaustiva, ma che ambisce a essere onesta, stratificata e coerente.

Patti (Messina) 1992.Il barbiere… di fiducia. Meglio mettersi nelle mani di Figaro che in quelle di Ippocrate. Ma è bene avere i conti a posto. Può scappare la mano. C’è........

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