“Vita mia” il nuovo film del barone Edoardo Winspeare. Un grande esempio di umanità.
Questa la mission di Edoardo Winspeare in “Vita mia”, nelle sale cinematografiche dal 9 aprile 2026 con Draka Distribution dopo essere passato al Torino Film Festival e al Bif&st 2026. Da una parte troviamo così Didi (Dominique Sanda), nobile transilvana pugliese ormai anziana e malata e, dall’altra, Vita (Celeste Casciaro, moglie del regista), donna di origine contadina che per un periodo si ritroverà a farle da badante. Dal loro incontro nascerà un’inaspettata amicizia capace, tra l’altro, di scacciare i fantasmi del complicato passato dell’anziana nobildonna. Un racconto con protagoniste due donne che non potrebbero essere più diverse per ceto ed educazione, ma che in realtà raccontano la stessa storia, quella dell’Europa dal Salento alla Transilvania.
Didi, anziana duchessa transilvana trapiantata in un paese del Salento, Depressa, vive con orgoglio un presente segnato dall’età e da precarietà economica. Quando è costretta ad assumere un’aiutante, entra in casa sua Vita, donna salentina di origini popolari e carattere deciso. Didi e Vita, all’inizio sono divise in tutto, dalle abitudini alla lingua, dalla politica all’idea di dignità; ma nella routine della cura i rituali aristocratici di Didi e la concretezza contadina di Vita smettono di essere ostacoli e diventano terreno di scambio, rispetto e complicità.
Il passato, tuttavia, non rimane in silenzio. Didi deve tornare in Transilvania per il processo di beatificazione del padre e, contro il parere dei figli, sceglie di affrontare il viaggio con Vita. Nella dimora di famiglia e tra parenti rimasti immobili nel tempo riaffiorano ferite legate alla guerra, al nazismo, alla Shoah e al peso di essere sopravvissuti. In questo confronto tra........
