Il sorteggio contro le consorterie del Csm
C'è un punto, nel dibattito sulla giustizia, che sul quale è doveroso soffermarsi: il sorteggio dei componenti del Consiglio superiore della magistratura. È radicata in me la convinzione che, ad oggi, esso si sia reso quantomai ancor più indispensabile.
Nel momento in cui sono emerse pubblicamente, nel corso degli ultimi anni, in alcuni gruppi social non del calcetto ma chat interne alle correnti della magistratura, nelle quali emergevano dinamiche di coordinamento e indirizzo di natura politico-organizzativa - si è posto il problema della effettiva neutralità di taluni togati. Ad un certo punto ci si è chiesti quanto fossero realmente super partes questi magistrati.
Il sistema proposto con il prossimo referendum sulla giustizia potrebbe cambiare per assicurare invece il buon andamento e l'imparzialità della Pubblica amministrazione: il sorteggio spezzerà un meccanismo che per decenni abbiamo trascurato e che, ad oggi, costituisce un problema molto serio. I poteri dello Stato, fatta eccezione per quelli espressamente politici, furono pensati dai Padri costituenti come spazi liberi da appartenenze e da logiche di schieramento. Non perché ingenui, ma perché consapevoli che la politica, quando entra dove non dovrebbe, finisce per deformare le istituzioni. È difficile credere che avessero immaginato una magistratura attraversata da correnti organizzate, linguaggi politici e dinamiche di potere degne di un partito. Questa non è una forzatura polemica: è la constatazione di una deriva che nel tempo ha tradito l'idea originaria di terzietà.
Vi è un........
