Il bimbo soffocato, l’omicidio della madre, lo smembramento. “Ho la coscienza a posto”
Una donna si presenta in questura a Genova. Sono i giorni del lockdown: dice di essere andata a trovare la madre, ma questa si era tolta la vita, impiccandosi. A causa dello choc, afferma ancora, l'avrebbe fatta a pezzi, messi in dei sacchetti e chiusi in uno sgabuzzino. Inizia così la storia giudiziaria di Giulia Stanganini, 37enne all'epoca dei fatti, e condannata in tre gradi di giudizio per duplice omicidio. Perché la morte della madre era solo la punta dell'iceberg.
Questa è una vicenda particolare, che in realtà ha inizio con un infanticidio, un tipo di reato che purtroppo continua a comparire nelle cronache.
La parziale confessione in questura
È l'aprile 2020. In tutta Italia il coronavirus miete tantissime vittime: per questa ragione si è tutti confinati in casa, è il lockdown. Anche in una città come Genova si sta attenti al distanziamento sociale, ma ci si può vedere tra congiunti: così, racconta, Giulia Stanganini va a trovare la madre Loredana Stupazzoni nel quartiere Marassi.
Stupazzoni però è morta, si è suicidata, racconta la figlia in questura. Stanganini quindi, in preda al panico e allo choc, ne........
