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Il bimbo soffocato, l’omicidio della madre, lo smembramento. “Ho la coscienza a posto”

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08.01.2026

Screen TgR Rai

I punti chiave

La parziale confessione in questura Le indagini e i reati I processi e le perizie

Una donna si presenta in questura a Genova. Sono i giorni del lockdown: dice di essere andata a trovare la madre, ma questa si era tolta la vita, impiccandosi. A causa dello choc, afferma ancora, l'avrebbe fatta a pezzi, messi in dei sacchetti e chiusi in uno sgabuzzino. Inizia così la storia giudiziaria di Giulia Stanganini, 37enne all'epoca dei fatti, e condannata in tre gradi di giudizio per duplice omicidio. Perché la morte della madre era solo la punta dell'iceberg.

Questa è una vicenda particolare, che in realtà ha inizio con un infanticidio, un tipo di reato che purtroppo continua a comparire nelle cronache.

La parziale confessione in questura

È l'aprile 2020. In tutta Italia il coronavirus miete tantissime vittime: per questa ragione si è tutti confinati in casa, è il lockdown. Anche in una città come Genova si sta attenti al distanziamento sociale, ma ci si può vedere tra congiunti: così, racconta, Giulia Stanganini va a trovare la madre Loredana Stupazzoni nel quartiere Marassi.

Stupazzoni però è morta, si è suicidata, racconta la figlia in questura. Stanganini quindi, in preda al panico e allo choc, ne ha preso il corpo, lo ha smembrato e chiuso le parti in uno sgabuzzino. I poliziotti la ascoltano, ma comprendono che qualcosa non va, e così partono le indagini della squadra mobile di Genova coordinata dai pubblici ministeri Sabrina Monteverde e Stefano Puppo. Ed emerge come non solo Stanganini abbia ucciso la madre, ma precedentemente, a novembre 2019, avrebbe ucciso Adam, il figlio di 3 anni.

Le indagini e i reati

Il bambino era stato ucciso per soffocamento, ma al momento delle indagini la donna avrebbe cercato di far accusare il padre del piccolo e la ex suocera, affermando che Adam fosse morto per choc anafilattico, dopo che papà e nonna gli avrebbero fatto mangiare la pasta col pesto, spiega Il Secolo XIX. Ma sono le ricerche su Internet di Stanganini a portare gli inquirenti sulla pista giusta: l'indagata avrebbe cercato informazioni sulle allergie e le morti da choc anafilattico, ma anche stringhe chiave come "come uccidere un bambino", "asfissia" e "infanticidio".

Il gip........

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