Dubai, il posto che tutti amano odiare. Intervista a Yaroslav Trofimov del Wsj
“Vivo qui da undici anni e non conosco nessun influencer”, racconta il capo dei corrispondenti esteri del Wall Street Journal: "Questo posto attira talenti. Puoi costruirti una vita decente, guadagnare bene. Questa immigrazione è il fondamento della prosperità di Dubai"
Della Repubblica islamica di Khamenei resta solo il cognome. La cordata di Mojtaba e le rivalità
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Mantovano: "Crosetto bloccato a Dubai? I servizi di intelligence non monitorano i ministri"
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In questi tempi bizzarri, gli Emirati arabi uniti e in particolare Dubai sono rappresentati come un piccolo principato da film di Lubitsch, un posto stralunato da vacanzieri, o se vogliamo ancora peggio da cinepanettone, un “Vacanze di Natale a Dubai”, appunto versione esotica, popolati di influencer, escort russe e sfaccendati vari. E’ una bella storia che ci piace, perché rovinarla con la verità? Però non è solo o non è per niente così. Adesso la società civile emiratina si ribella. Yaroslav Trofimov è il capo dei corrispondenti esteri del Wall Street Journal e lì abita e lavora. Venerdì ha scritto un accorato editoriale sul magazine del suo giornale intitolato “Dubai, il posto che tutti amano odiare”. Sottotitolo,........
