I magistrati del No pronti alla resa dei conti. I casi Agnino e Poniz
"Abbandonate la toga", scrive il consigliere di Cassazione ai colleghi del Sì. "Dimettetevi", rilancia l'ex capo dell'Anm ai penalisti. Il referendum è finito ma per una parte della magistratura sembra che la partita non sia stata ancora chiusa
Meloni dopo il ko nelle urne vuole rilanciare l'agenda economica: imprese, energia e Piano casa. Allarme Def
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Meloni vuole anche le dimissioni di Santanchè. Delmastro e Bartolozzi lasciano
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Le conseguenze politiche del referendum: il partito dell'Anm
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Nell’immediato della vittoria referendaria si sono sentiti i cori, come nel Tribunale di Napoli, dei magistrati che hanno intonato “Bella ciao” oltre a “Chi non salta Meloni è” in riferimento alla premier e “Chi non salta Imparato è” in riferimento alla magistrata napoletana che si era esposta a favore del Sì. Ma si è trattato di “un gesto estemporaneo umanamente comprensibile”, come l’ha definito il presidente dimissionario dell’Anm Cesare Parodi aggiungendo “io certamente non l’avrei fatto”: uno sfogo, al limite uno sfottò, forse non elegante per i magistrati ma prodotto della tensione del momento. Ben più preoccupanti sono alcuni commenti, più lucidi, del giorno dopo. Come quello di Francesco Agnino, ex gip a Bari e ora consigliere in Corte di Cassazione (quinta sezione penale), che in un post su Facebook........
