Sammarinesi con orgoglio: per benessere e crescita superano gli italiani
20 Luglio 2026, 16:59
C’è una domanda che chi frequenta San Marino, prima o poi, finisce inevitabilmente per farsi: i sammarinesi si sentono italiani?La risposta è semplice solo in apparenza. Perché sì, i sammarinesi parlano italiano, guardano la televisione italiana, lavorano con aziende italiane, tifano per squadre italiane, fanno acquisti oltreconfine e hanno legami familiari continui soprattutto con Rimini, Riccione, Pesaro, la Romagna e le Marche.Eppure no. O meglio: non del tutto. Perché sul Titano esiste un orgoglio identitario fortissimo, discreto ma profondamente radicato.
I segni di appartenenza
Lo capisci dalle bandiere nazionali biancazzurre, esposte senza ostentazione ma con naturalezza. Lo senti nel rispetto quasi rituale verso i Capitani Reggenti. Lo percepisci nel modo in cui qui si parla della propria storia: non come una curiosità per turisti, ma come qualcosa di profondamente vivo.La libertà, da queste parti, non è soltanto il motto nazionale. E’ una forma di educazione civile. Forse perché i sammarinesi convivono da sempre con una consapevolezza rara: essere riusciti a sopravvivere come Stato indipendente dove quasi nessuno avrebbe immaginato fosse possibile.Circondati da potenze molto più grandi. Oggi interamente dall’Italia. Eppure ancora autonomi, dopo una storia che la tradizione fa risalire al 301 e che trova una delle sue prime testimonianze documentarie nel Placito Feretrano dell’885.
Comunque mai contro l'Italia
I primi due Consoli, dai quali deriva l’attuale istituto dei Capitani Reggenti, sono attestati dal 1243. Per questo un sammarinese difficilmente ti dirà: “Comunque mi sento un po’ italiano”. Più facilmente dirà: “Sono orgogliosamente sammarinese”. Non contro l’Italia, però. Mai. Semmai accanto all’Italia. Con quel rapporto tipico dei parenti strettissimi che si vogliono bene, ma tengono molto ad........
