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Andrea Mancini: "L'Umbria che spacca è il frutto del lavoro di tantissimi volontari". Dalla prima edizione al rilancio del marketing territoriale, fino al legame con Aimone Romizi: il numero uno dei Roghers si racconta

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24.06.2026

24 Giugno 2026, 13:12

“Il nostro motto, che poi viene proiettato sull’arco di Borgo XX Giugno durante il festival Umbria che spacca, è ‘Siate felici’: credo che questo entusiasmo si noti”. Andrea Mancini, presidente dell’associazione Roghers che - tra le tante cose - organizza l’Umbria che spacca, è pieno di orgoglio quando parla del gruppo di volontari che, sotto la sua guida, si mettono al lavoro ogni giorno per realizzare il festival. E nel giorno in cui i Giardini del Frontone tornano a vivere di musica (questa sera il concerto di Ernia, poi da domani a domenica Tony Pitony, Salmo, Litfiba e Ditonellapiaga), riavvolge il nastro di 13 edizioni di grande successo.- Andrea, quella che parte questa sera è l’edizione più grande di sempre dell’Umbria che spacca: oltre 12 mila biglietti venduti, 8 palchi, tantissimi ospiti che toccano praticamente tutti i generi musicali. Te lo saresti mai aspettato quando hai assunto la guida dei Roghers?No, anche perché quando sono diventato presidente dell’associazione il festival aveva già assunto una sua dimensione molto grande. Parliamo del 2018, ed era difficile pensare di arrivare a questi numeri e a questo livello: cinque giorni di eventi, otto palchi sparsi per tutta la città, grandi collaborazioni con realtà veramente importanti della città. Tra queste, cito quella con la Galleria nazionale dell’Umbria, iniziata con l’allora direttore e oggi vicesindaco di Perugia, Marco Pierini: ci ha dato un ulteriore slancio. Molto spesso si rischia di normalizzare il fatto che tutto vada bene: noi non siamo stupiti, perché sappiamo quali sono le nostre competenze e il lavoro che fanno i volontari, però bisogna avere consapevolezza di quante cose belle facciamo.

Umbria che Spacca, le strade di Perugia si trasformano in palcoscenici: arriva la nuova Busker Area

- Siete consapevoli che ormai, quando si parla di un festival musicale in Umbria e a Perugia, soprattutto tra i più giovani, il vostro nome viene subito dopo quello di Umbria Jazz?E’ una cosa che ci riempie di orgoglio. Umbria Jazz è un festival che abbiamo sempre guardato e che continueremo a........

© Il Corriere dell'Umbria