Jane Wenham, una delle ultime donne inglesi condannate per stregoneria
Il 4 marzo 1712 ha luogo in Inghilterra il processo per stregoneria a carico di Jane Wenham, una donna anziana di Walkern, villaggio dell’Hertfordshire.
È dal 1684 che in Inghilterra non vengono eseguite condanne a morte per stregoneria: l’ultima persona, Alice Molland, risulta essere stata impiccata, ma secondo alcuni storici, invece, l’ultima condanna a morte eseguita sarebbe quella delle “Tre streghe di Bideford”, come sono state chiamate, impiccate nel 1982.
Molto difficile capire tutta la vicenda Wenham. Di certo si sa che l’accusa nacque da chiacchiere dei vicini, addirittura dalla convinzione che fosse stata lei a causare un decesso, e che le prove prodotte a suffragare l’accusa di stregoneria furono del tipo “parla con il gatto” o “si libra in volo”.
Il tema “witchcraft”, stregoneria, scatenò in tutta l’Inghilterra un incredibile dibattito – che coinvolse intellettuali, religiosi, persino politici – sull’ateismo, la libertà di coscienza, l’esistenza del diavolo, la scelta tra salvare il corpo di una strega non impiccandola, o salvare l’anima della poveretta mandandola a morte. Il pubblico più semplice venne nutrito con ben otto pamphlet, che andarono letteralmente a ruba.
Il giudice si mostrò subito scettico. Addirittura, sul “si libra in volo”, osservò che volare, di per sé, non è sicuramente un crimine. Ma l’anziana Jane fu lo stesso dichiarata colpevole, e condannata a morte.
Nel 1906, l’antiquario William Blyth Gerish, che a lungo aveva studiato le carte, pubblicò un resoconto accuratissimo del processo, dettagliando tutte le prove e concludendo che la chiave dell’accusa, portata avanti dal giovane diacono Francis Bragge, testimone contro Jane, era da ricercarsi nell’essere la donna una dissedente come varie altre persone del villaggio, e dunque malvista alla Chiesa ufficiale e dai suoi ministri. Bragge aveva anche attribuito a Jane queste parole: vengo perseguita perché mi reco agli incontri dei dissidenti. Parole comunque mai confermate dall’interessata.
La storia dell’ultima strega inglese è ancora di grande richiamo in Inghilterra. Un lavoro teatrale intitolato «The Last Witch», scrito da Kate Miller, è andato in scena nel 2012 all’Hertoford Theatre, e un altro, di Rebecca Lenkwicz, dopo aver aperto la stagione del Watford Palace Theatre nel 2015, è stato a lungo in tour.
Ma lei? La donna che parlava col gatto? Il giudice, sir John Powell, si impegnò personalmente a salvarle la vita, e sottopose il caso alla regina Anna, ottenendo la grazia.
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