La vittoria del No spiega che per la giustizia vi sono altre priorità
La Costituzione più bella del mondo non si cambia, in maniera unilaterale, per favorire gli interessi del potere politico. Il popolo ha saputo respingere al mittente falsità ed arroganza. Dal referendum sulla separazione delle carriere arriva una sonora sberla per Meloni, Nordio e tutta la destra. Una sberla che ha un risvolto anche politico vista l'alta affluenza alle urne. Di giustizia bisogna parlare ma non nel modo presuntuoso e propagandistico del governo. La sberla diventa doppia se si pensa al risultato pressoché omogeneo, con poche eccezioni, delle diverse regioni (17 regioni per il No e 3 regioni per il Sì), del voto unanime di tutto il Sud per il No e quello maggioritario dei giovani sotto i 35 anni. Da questo risultato deriva che ora il Governo dovrà cambiare registro se intende modificare la legge elettorale e dovrà gettare nel cestino la legge sull'autonomia differenziata. Il Paese vuole rimanere unito nel segno del sacrificio e del lavoro fatto dai costituenti.
La vittoria del “No” al referendum sulla separazione delle carriere rappresenta dunque un passaggio politico e istituzionale di grande rilievo, che merita di essere letto con attenzione e senza semplificazioni. Il risultato emerso dalle urne non è stato soltanto un giudizio su una proposta tecnica di riforma costituzionale ma l’espressione di una........
