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Non una volta di più, non una Sara di meno

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01.04.2025

Il suo sangue, a terra, tra le mattonelle a quadretti e l'aiuola spelacchiata, è stato lavato dalla pioggia. Era tanto, troppo, e lei non ce l'ha fatta. L'ennesimo sangue versato da una donna la cui colpa è stata di aver rifiutato un uomo. Anche una goccia è sempre troppo, di quel sangue rubato.
Pare lo abbiano preso, poche ore fa, il presunto assassino di Sara Campanella, la ragazza dal bellissimo sorriso che ci sorride da tutti i giornali e i siti d'Italia, sotto i titoli che parlano dell'ennesimo femminicidio (il numero 9 di quest'anno, sembra). Sorride e ci dà una fitta, quel sorriso. Scatena un moto di ribellione all'ingiustizia, all'assurdità di questa morte. Non si può morire a 22 anni accoltellata per strada: lui sarebbe stato un suo stalker, ma - s'affrettano a dirci - non così tanto insistente da far pensare al pericolo. E qui verrebbe da chiedere: ma perché, le mille altre volte in cui al pericolo si pensava, eccome, cosa è accaduto?

E no, non credo proprio che se pure il suo assassino finirà all'ergastolo sarà fatta giustizia per Sara, né saremo tutte più al sicuro. E' un problema molto più grande dello strazio di Sara e della sorte suo assassino, e ci riguarda tutte e tutti. E, purtroppo per chi ritiene che aumentare le pene sia l'unica risposta (a tutto, mica solo a questo), il........

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