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Finito Stranger Things mi sono sentita stremata, forse un poco delusa, ma forse no

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03.01.2026

E allora sì, parliamone, finalmente. Non so se mi è davvero piaciuto, Stranger Things numero un milione. Anche se aveva raccontato i miei anni Ottanta, i miei preziosi anni Ottanta che no, vi assicuro, non sono stati solo spalline e tagli ridicoli ed edonismo reaganiano e guerra fredda e l'eroina che sostituiva l'erba, e il disimpegno che sostituiva il Sessantotto. Alla fine dell'ultima puntata torrenziale - che aveva un compito difficillimo: chiudere tutti gli archi narrativi e pure il Sottosopra intero, qualunque cosa fosse - mi sono sentita stremata, forse un poco scettica, forse un poco delusa ma forse no, per tanti motivi diversi. E alla fine ho messo a volume altissimo Kate Bush, "Running up that Hill", e mi sono detta: bene così, tanto sono sempre io.

 

Sono io (come tutte e tutti, da adolescenti) Undici, quella che è nata sbagliata ed è sempre stata potentissima e infelice, con superpoteri che non sapeva di avere e nemmeno voleva, col dubbio che quello che fai e dici non sia compreso, e quell'enigma spaventoso: ma chi sono gli altri, e perché non li capisco mai?

 

Sono io Dutstin, e pure un poco Erica, nerd senza speranza ma pieni di coraggio, e dimostrazione vivente del fatto che sì, chi sa di più........

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