Il treno e le terre rare: la contesa Usa-Cina sui corridoi ferroviari in Africa
Al G7 di Borgo Egnazia, nel luglio del 2024, l’Italia annunciò di voler contribuire con circa 300 milioni di euro al progetto del cosiddetto Corridoio di Lobito fra Angola, Repubblica Democratica del Congo e Zambia, nel quadro della piattaforma di investimenti denominata Partnership for Global Infrastructure and Investment (PGII), nata per impulso dell’Amministrazione americana guidata allora da Joe Biden. Il fine nobile del progetto è la riabilitazione di una storica ferrovia in Angola - che arriva al porto di Lobito - e il successivo collegamento ai siti minerari della Repubblica Democratica del Congo (Kolwezi; Lubumbashi) e dello Zambia (Chingola; Ndola); quello più “pragmatico” è di condurre verso l’Atlantico i minerali strategici centro-africani, quale alternativa al quasi-monopolio cinese nella loro esportazione, diretta verso i porti della costa orientale del continente africano, ed in particolare a Dar Es Salaam, attraverso la ferrovia Tazara, finanziata e costruita da Pechino. Il progetto del Corridoio di Lobito, lungo circa 1800 km, è stato confermato e potenziato dall’Amministrazione Trump, poco dopo il suo insediamento.
La recente Relazione al Parlamento sull’attuazione del Piano Mattei, a cura della Presidenza del Consiglio, conferma l’avvenuto finanziamento italiano di circa 250 milioni al Corridoio, specificando come il nostro Paese sia il solo in Europa ad aver effettuato un investimento bilaterale,........
