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La tutela comincia prima che suoni l’allarme

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17.08.2026

Da Antonello da Messina al Louvre, i grandi furti ci ricordano una verità scomoda: il patrimonio si conserva investendo in sicurezza, persone qualificate, competenze e adeguate retribuzioni. La sostenibilità della cultura passa anche dalla qualità di chi è chiamato a governarla.

Due tavole di Antonello da Messina ritrovate per strada. Forse dovremmo partire da questa immagine, prima ancora che dall’indignazione. Opere sopravvissute per secoli, sottratte al Museo Regionale di Messina e poi abbandonate durante la fuga come oggetti qualsiasi. Nella notte di Ferragosto erano state rimosse cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio, insieme a una preziosa tavoletta bifronte. Due sono state recuperate, altre opere risultano ancora mancanti. Il Polittico, dipinto nel 1473, è sopravvissuto persino al terremoto del 1908. Nel 2026 alcune delle sue tavole finiscono per strada.

Tutti pronti, giustamente, a indignarci. Ma di che cosa ci indigniamo? Del furto, certamente. Ma sarebbe troppo facile fermarsi ai ladri. Un episodio del genere dovrebbe obbligarci a guardare ciò che viene prima: prevenzione, sicurezza, manutenzione, personale, organizzazione, responsabilità. E competenze. Perché l’indignazione arriva dopo. La tutela deve arrivare prima.

Non è solo un problema italiano. Nell’ottobre 2025 alcuni uomini entrarono in pieno giorno nella Galerie d’Apollon del Louvre e sottrassero in pochi........

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