Appello al sindaco Gualtieri per combattere seriamente le morti sulle strade
È da mesi che con la Rete di associazioni Vivinstrada stiamo chiedendo un appuntamento al Sindaco di Roma Roberto Gualtieri per discutere di una proposta urgente per diminuire le morti sulle strade a Roma. Nel frattempo, si spengono giovani vite, come quella del diciassettenne rimasto ucciso di recente nella sua minicar su via Cristoforo Colombo.
Lo scorso 10 febbraio siamo stati ricevuti dal comandante della Polizia locale di Roma, Mario De Sclavis, con il quale abbiamo intavolato una discussione schietta e potenzialmente fruttuosa a partire dalle nostre proposte concrete, delle quali ho parlato in un post di alcuni mesi fa.
Dal Palazzo senatorio, però, non arriva ancora una risposta alle nostre sollecitazioni e dunque appare legittima la domanda al sindaco Gualtieri: vuole combattere seriamente le morti sulle strade, oppure no?
L’emergenza quotidiana delle persone uccise nel corso di incidenti o investimenti a Roma e, più in generale, in Italia è evidente ma le autorità nazionali e locali non sembrano farne una priorità.
Un aggiornamento sui dati riguardanti Roma è particolarmente eloquente. La settimana scorsa, secondo una fonte interna all’amministrazione, le vittime erano 29 mentre nello stesso periodo del 2025 erano state 20. Anche nei primi mesi del 2024 i morti erano stati meno di quest’anno perché ad aprile erano “solo” 28. Alla fine di quest’anno, dunque, rischiamo di avere numeri più allucinanti di quanto non lo siano già.
Certo, sul piano elettorale paga molto di più insistere sulla sicurezza intesa come protezione dalla criminalità, spesso in termini ansiogeni e allarmistici. Ma nel nostro Paese, udite udite, si rischia molto di più di morire in un incidente stradale che essere uccisi da un’arma da fuoco. Secondo l’Istat, l’Italia è uno dei paesi a minor rischio di omicidi nell’Unione Europea.
Questo non vuol dire che la criminalità non sia ancora un gravissimo problema in un Paese dove sono operative le organizzazioni mafiose più potenti del pianeta, ci mancherebbe. Intendo che lottare per abbattere le statistiche delle morti sulle strade dovrebbe essere qualcosa di naturale per chi, come il sottoscritto, pone come propria priorità morale e materiale sul piano dell’attivismo la salvaguardia della vita delle persone. E lo stesso vale per chi crede nella potenziale efficacia della propria missione di amministratore o amministratrice.
Per questo, come Vivinstrada, lanciamo un appello al Campidoglio, battete un colpo perché noi siamo qui pronti per contribuire a porre un freno significativo a questa inutile strage.
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