Alla scoperta della Tuscia: un mosaico di storia, natura e identità
Là dove il Lazio si addolcisce nei profili umbri e lambisce le suggestioni toscane, si apre un territorio silenzioso e fiero: la Tuscia. Un nome evocativo di origini etrusche, che oggi abbraccia la provincia di Viterbo e conserva intatti i tratti di una civiltà in dialogo con la terra, il cielo, gli dei. Qui il paesaggio è un susseguirsi di colline verdeggianti, boschi di querce, necropoli nascoste e borghi che sembrano emergere dal tempo, più che dal terreno.
La Tuscia non si racconta: si ascolta tra le pietre delle sue strade medievali, si assapora nei vini vulcanici, si respira tra le fronde dei Monti Cimini e si contempla nel riflesso quieto del Lago di Bolsena. Questa terra si compone di luoghi dal carattere forte e intimo al tempo stesso: Viterbo, antica città papale e scrigno di tesori gotici e rinascimentali; Bomarzo con il suo Parco dei Mostri, sospeso tra arte e arcano; Tarquinia, custode delle più importanti tombe etrusche; Montefiascone, dove si beve la leggenda del vino “Est! Est!! Est!!!”; Tuscania, elegante e solenne nella sua architettura romanica. E poi c’è Civita di Bagnoregio.
Civita non si visita: si raggiunge con rispetto. Poggiata su un fragile sperone di tufo che il vento e la pioggia, da secoli, cercano di sottrarre alla memoria, questa “città che muore” è in realtà un luogo che vive intensamente, sospeso tra cielo e calanchi.
La si raggiunge a piedi, attraversando un ponte che sembra portare in un’altra epoca. Tra le sue case in pietra e i suoi silenzi abitati, si tiene viva la tradizione con eventi come il Palio della Tonna o dei Somari, una tradizionale e sentita corsa di asini con fantino che si svolge due volte l’anno, a giugno e a settembre. Magico è........
