Meloni ha perso un'altra occasione per dare risposte concrete agli italiani
Sono i tempi e il ruolo che fanno la differenza, e questo passaggio in Parlamento avrebbe potuto essere il momento in cui Giorgia Meloni sceglieva di essere una statista. Un passaggio in cui parlare al Paese con onestà, riconoscere le ragioni profonde della sconfitta al referendum e indicare una rotta chiara per affrontare una fase storica tra le più complesse degli ultimi decenni. Invece ha scelto di essere ancora una volta un capopopolo, il suo. La premier poteva scegliere di dare risposte e tracciare una rotta per difesa, sicurezza ed economia. E invece Meloni ha scelto un’altra strada. Quella dell’orgoglio ferito. Quella di una narrazione difensiva, in cui la sconfitta diventa “un’occasione persa per il Paese” e non un errore da interrogare fino in fondo. Non una parola sulle cause. Non una riflessione sulle responsabilità. Non un’apertura. Il discorso si è così trasformato in un esercizio identitario, più utile a ricompattare la propria base che a guidare una nazione. Uno spostamento evidente: dal merito dei problemi al solito schema “noi contro loro”. Ma il punto più grave non è questo. Il punto è il vuoto. Perché mentre il mondo cambia a una velocità drammatica, dal governo non arriva alcuna indicazione concreta su cosa fare.
Nessuna linea sulla difesa europea, proprio mentre torna l’incertezza sul ruolo degli Stati Uniti. E qui c’è una........
