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Serravalle, una storia urbana

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31.01.2026

Tra il Monte Cucco e il colle Marcantone, lungo la via che dalla pianura risale verso il Cadore, la strada e l’acqua del Meschio hanno imposto per secoli una forma all’abitato, trasformando un punto di transito in una città murata medievale e in un fiorente centro rinascimentale: Serravalle di Vittorio Veneto, in provincia di Treviso.

Un centro che per secoli ha avuto proprie istituzioni e spazi civici, mentre poco più a sud Ceneda si organizzava come sede vescovile. Solo nel 1866 le due città vengono unite nella nuova Vittorio, che nel 1923 diventa Vittorio Veneto, universale memoria della battaglia conclusiva della Grande Guerra. L’unione non cancella però le differenze: Serravalle continua a raccontare una storia urbana propria. E smagliante.

Il cuore di questa storia è piazza Marcantonio Flaminio, intitolata all’umanista e poeta nato qui nel 1498: una spianata in pietra d’Istria contornata da palazzi, esito della risistemazione cinquecentesca in gusto veneziano del centro medievale.

La piazza si allunga verso il Meschio, che ne lambisce il margine orientale con i canali dei Meschietti – raffinata ingegneria idraulica del XVI secolo – mentre nella scena urbana entra anche........

© Corriere delle Alpi