Film delle feste, le scelte di quattro registi del nord
Un rito da celebrare. Una porta aperta sui ricordi, capace di innescare l’effetto “Ratatouille” come accade al critico gastronomico del cartoon Pixar che, alla prima forchettata del piatto, viene investito da un vortice di memorie calde e confortanti. I film delle feste hanno questo potere: la vista, invece del gusto, spalanca emozioni, dando inizio ad una intima liturgia della visione.
Anche chi i film li dirige per lavoro, non si sottrae a precisi rituali televisivi durante le vacanze che spaziano dal “classico” all’“alternativo.
Abbiamo chiesto a quattro registi del Nord-Est di confidarci i loro film delle feste da godersi sul divano di casa. Da Francesco Sossai a Laura Samani; da Claudio Cupellini ad Antonio Padovan.
Il regista feltrino, con “Le città di pianura”, si è imposto come la rivelazione di questo 2025: oltre un milione e mezzo di incassi e un probabile ruolo da protagonista nella stagione dei David di Donatello (intanto, il prossimo 20 gennaio, ”Le città di pianura” riceverà al Trieste Film Festival il premio attribuito dal Sindacato Critici per il miglior film italiano dell’anno). Sui film delle feste Sossai si muove tra tradizionalismo, memorie intime e........





















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