“Per sempre sì”: se la realizzazione di sé passa dall’abito bianco e dalla fuga dalla società
Le storie sono importanti perché da sempre, ci raccontano gli antropologi, aiutano a capire le società e le loro trasformazioni. La canzone vincitrice quest’anno del festival di Sanremo è una storia d’amore: il protagonista è “un re dal cuore innamorato” che ha il potere di regalare a “una regina ora vestita in bianco sposa” “il più grande giorno” della sua vita.
Il più grande giorno. Quello in bianco vestita. A scanso di equivoci, “davanti a Dio”.
Sarebbe ingiusto dire che questa canzone ha trionfato, perché almeno altre due hanno ottenuto un grande consenso, ma nella somma dei voti a vincere è stato Sal Da Vinci con “Per sempre sì”.
Il titolo evoca di per sé sentimenti contraddittori. “Sì” rimanda in prima battuta a un moto di adesione alla vita, l’affermazione del libero arbitrio del soggetto di determinarsi positivamente. “Per sempre” ne inquieta il senso.
Non a caso Stephen King l’ha usato come ritornello in uno dei suoi romanzi più paurosi: il “per sempre” è spaventoso perché ferma il tempo,........
