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Ottant’anni di voto alle donne, il “nipote” di Lina Merlin: «Mia nonna non sarebbe orgogliosa dell’Italia di oggi»

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30.05.2026

Immaginate una nonna. Una nonna che racconta le favole, che divora parole crociate. Una nonna dal cuore dolce, dal carattere un po’ ingenuo. Ecco, ora immaginate che quella stessa nonna è stata una delle donne più forti e importanti che questo Paese abbia mai conosciuto. Anzi, Angelina Merlin da Pozzonovo (Padova) questo Paese lo ha costruito.

Insegnante, partigiana, una delle 21 deputate elette nell’Assemblea Costituente (unica nata tra Friuli Venezia Giulia e Veneto), prima donna eletta in Senato, e figura di spicco del Psi. «Ma in famiglia della sua vita politica non ne parlava mai, era totalmente un’altra persona», racconta Paolo Travaglia Zanibon, medico ora in pensione, per cui “Mialina” come la chiamava, è stata di fatto una nonna.

Paolo Travaglia Zanibon, che donna era Lina Merlin fuori dai palazzi del potere?

«Se in politica era una terribilmente forte e volitiva, a casa era totalmente un’altra. A volte credulona, facilmente imbrigliabile, era la persona più dolce che ci si possa immaginare. Non parlava mai della sua vita istituzionale, i due aspetti erano totalmente separati. La sua era una figura troppo ingombrante, ce l’aveva con tutti. Se ne avesse iniziato a parlare con noi si sarebbe subito innervosita..»

Che rapporto aveva con lei?

«Per me era la classica nonna. Per farle un esempio, mi raccontava le favole. Durante l’estate veniva per un mese al mare con noi. La casa non era enorme, io dormivo con lei. Avevo più o meno vent’anni, spesso rientravo la sera tardi. Lei mi aspettava e mi raccontava le........

© Corriere delle Alpi