Veneto, minori e social: la proposta di Stefani fermarsi sotto i 14 anni ma i ragazzi dicono no
Ecco l’articolo in quattro punti
L’aggressione alla professoressa con il coltello ripresa e trasmessa con il cellulare
La proposta di Stefani: niente social a chi ha meno di 14 anni
Il no degli adolescenti
La sentenza Usa che condanna Meta e Youtube per la dipendenza da social
Social e ragazzi, cosa sta succedendo? La cronaca racconta di un rapporto talvolta morboso che rischia di inquinare il quotidiano degli adolescenti. L’immagine ricorrente è di ragazzi incollati a uno schermo che scambiano il virtuale per il reale. Non parlano tra di loro, ma si raccontano senza veli su Instagram, TikTok, .... Una relazione tossica che sfocia dipendenza. Gli adulti - genitori, insegnanti, medici, psicologi, ... - si interrogano e cercano soluzioni. In queste settimana sta facendo discutere la proposta del presidente del Veneto: via i social a chi ha meno di 14 anni.
Si parte dall’attualità: l’accoltellamento della prof di francese a Bergamo da parte di uno studente di 13 anni che ha ripreso – e trasmesso in diretta sui suoi canali social -l’aggressione con il cellulare al collo. La realtà che sembra superare l’immaginato: il mondo virtuale che atterra violento su quello reale.
Si apre il dibattito sui ragazzi e sul loro benessere.
Il presidente del Veneto, Alberto Stefani, rilancia una proposta che aveva già presentato quando era parlamentare: vietare i social agli under 14.
«Occorre cambiare prospettiva e rimettere al centro la salute dei giovani e il loro benessere psicologico», ribadisce in una nota ufficiale diffusa alla notizia dell’accoltellamento di Bergamo, «Ne va della sicurezza delle famiglie e del futuro della nostra comunità. L’ultimo disegno di legge che ho firmato da componente della camera dei deputati va in questa direzione e prevede lo stop all’utilizzo dei social network per i minori di 14 anni. A quell’età i giovani hanno bisogno di esperienze vere e incontri reali, non di finzione. E, soprattutto, devono essere tutelati dal rischio di emulazioni e dall’esposizione a contenuti violenti che possono influenzarli e spingerli a commettere reati nel mondo reale. La Regione del Veneto sta facendo la sua........
