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La psicologa che ha fondato il numero verde antisuicidi

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16.05.2026

Raccontare Emilia Laugelli è come aprire un libro di storie, sfogliarlo con delicatezza e arrivare alla fine con una certezza: “Non sei solo, non ti lasceremo più”. Un viatico che accompagna per sempre chi, grazie a queste poche parole, ha visto allungarsi una mano e afferrarlo con forza mentre la disperazione lo spingeva verso il baratro. Era il 2016 e a ricevere quel messaggio fu un imprenditore mentre appendeva al ramo di un albero nella campagna veneta, la corda stretta attorno al collo. Furono quelle parole, scritte al volo da Cristina che oggi non c’è più rapita un paio di anni fa dalla malattia, e poi la voce amica di Emilia a farlo desistere, a fargli capire che la morte non era l’unica via per salvarsi da quell’incubo senza fine che fu la grande crisi economica di quegli anni. 

Emilia Laugelli è la psicologa che nel 2012 è stata chiamata ad attivare un nuovo servizio per conto della Regione Veneto: il numero verde antisuicidi. Quell’800.334.343 attivo 24 ore su 24 che ha salvato dapprima imprenditori piccoli, grandi protagonisti del miracolo del Nordest, incagliati nella notte fonda della crisi economica; poi i risparmiatori messi sul lastrico dal rumoroso crac delle banche popolari; quindi le vittime della pandemia: i contagiati dal Covid ma anche i parenti, gli operatori sanitari, … in preda all’ansia e all’angoscia davanti a un nemico sconosciuto.

Oggi Emilia, dopo quasi quarant'anni di servizio nella sanità pubblica, è in pensione. Dallo scorso aprile si gode quel tempo lento che per lei, telefono della reperibilità sempre accesso per undici anni anche di notte e in vacanza, è una novità. 

«Assaporo», confessa, «l’importanza di avere il tempo per fare cose, senza fretta, una dimensione diversa, nuova». Può fare la nonna di Livia, Anita ed Elia, i nipoti che le hanno regalato i figli Emanuele e Serena.

E’ appena rientrata dalla Calabria, dove è andata a festeggiare gli 89 anni di mamma Maria, una donna forte come lo sanno essere le signore del Sud. E come lo è Emilia, nata nell’agosto di 66 anni fa in un paese in provincia di Catanzaro, di cui il padre Francesco è stato vicesindaco. 

In Veneto è arrivata prima in vacanza e poi per studiare psicologia, in quella che doveva essere, nella convinzione dei suoi genitori, la tranquilla Padova.

Come inizia la sua avventura in Veneto?

«Ero venuta per turismo: avevo girato Venezia, Padova, meta d’obbligo il Santo per un tour........

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