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L’Ue è arrivata in ritardo sull’intelligenza artificiale. Ma può vincere la sfida dell’adozione

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23.12.2025

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Governance e innovazione vengono spesso contrapposte. Ma la vera competizione globale sull’Ai non si gioca solo sui modelli, bensì sulla loro adozione su larga scala. Dove l’Ue ha già un vantaggio competitivo da sfruttare

Il livello e tipo di governance che l’Unione europea (Ue) impone sulle tecnologie digitali, vedi AI Act, e il costante ritardo sull’innovazione del nostro continente sono due dei temi che hanno caratterizzato il dibattito sull’intelligenza artificiale (AI) durante l’anno. Questi due temi non sono separati, qualcuno imputa proprio alla governance europea il ritardo sull’innovazione: per competere con Stati Uniti e Cina sull’intelligenza artificiale, l’Ue deve allentare (se non abbandonare) le proprie regole sull’AI e digitale. Non sono d’accordo.
È un ragionamento che non distingue tra innovazione e adozione. La competizione sull’AI riguarda l’innovazione ma, soprattutto, la sua adozione. L’innovazione in sé potrebbe non richiedere governance — standard tecnici, best practice, autorità di vigilanza e leggi, anche se richiede fondi e politiche di supporto — ma l’innovazione di successo, quella adottata su larga........

© Corriere della Sera