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Milano, controllo giudiziario per Deliveroo. «Sfrutta i rider con l’algoritmo come Glovo. I compensi non garantiscono un'esistenza dignitosa»

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25.02.2026

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Milano, controllo giudiziario per Deliveroo. «Sfrutta i rider con l’algoritmo come Glovo. I compensi non garantiscono un'esistenza dignitosa»

Il gruppo in Italia ha 20 mila ciclofattorini (di cui 3 mila a Milano), per 240 milioni di fatturato. La Procura, come un mese fa al concorrente, contesta alla piattaforma di consegna del cibo di pagare retribuzioni sotto soglia di povertà e in contrasto con l’articolo 36 della Costituzione

Un mese dopo il concorrente Foodinho-Glovo (40.000 riders), anche Deliveroo Italia srl (240 milioni di fatturato, 20.000 ciclofattorini in Italia di cui circa 3.000 a Milano) viene messa in «controllo giudiziario» dalla Procura di Milano, che ritiene «urgente interrompere una situazione di vero e proprio sfruttamento ai danni di un numero rilevante di lavoratori» ciclofattorini, «che percepiscono retribuzioni sicuramente non proporzionate né alla qualità né alla quantità del lavoro» (poco meno di 4 euro l’ora), «contrastanti con l’articolo 36 della Costituzione» (oltre che con la contrattazione collettiva) perché non in grado di «garantire una esistenza libera e dignitosa». Glovo è Deliveroo sono i più grossi player del settore, insieme a Just Eat che peró già dal 2022 ha cambiato modello e ha scelto di inquadrare come dipendenti gran parte dei suoi ciclofattorini con una paga oraria media di circa 8,50 euro più bonus, ferie, maternità, tfr.

L'algoritmo come datore di lavoro

Anche nel caso di Deliveroo, insomma, sebbene i riders appaiano lavorare con partita Iva autonoma in regime fiscale forfettario, per i carabinieri del Nucleo Tutela Lavoro e per il pm Paolo Storari la società li utilizza come lavoratori dipendenti, perché ne «gestisce la prestazione lavorativa attraverso una piattaforma informatica che predefinisce l’ambiente operativo, governa la prestazione tramite stati operativi digitali, geolocalizza costantemente i prestatori d’opera, misura la disponibilità e la performance del lavoratore, e collega questi indici alla retribuzione». Quindi una etero-organizzazione algoritmica della prestazione lavorativa, compatibile con l’applicazione della disciplina del lavoro subordinato. Il ciclofattorino, per gli inquirenti, non determina in modo autonomo il proprio processo di lavoro, soprattutto nella fase esecutiva della consegna quando la prestazione è incanalata invece in una sequenza operativa standardizzata, tracciata e valutata. È la piattaforma «a governare l'allocazione del lavoro e a incidere sulla continuità delle occasioni di guadagno tramite metriche reputazionali e/o indicatori di performance (come partecipazione, affidabilità, tempestività, accettazione)».

Sotto la soglia di povertà

A questo punto l’indagine salda, sullo studio della piattaforma, le testimonianze a campione di una quarantina di riders, che, nonostante affermino di lavorare un numero di ore molto superiore al normale orario settimanale, percepiscono un reddito netto annuo sotto soglia di povertà parametrata su indicatori come il reddito di cittadinanza, la cassa integrazione, la nuova assicurazione sociale per l’impiego, e l’indice di povertà Istat. In particolare, assumendo quale base di calcolo il fatturato attribuibile a Deliveroo nel 2025, per il pm «risultano sotto soglia 30 rider su 40 (80%), con uno scostamento medio rispetto alla soglia di povertà di 7.600 euro annui, e punte di 15.300 euro annui». Se poi il raffronto viene fatto con i livelli retributivi previsti dal contratto collettivo di riferimento (Ccnl Logistica, Trasporto Merci e Spedizione), lo scostamento tra quanto effettivamente percepito e i redditi netti minimi determinati dal Ccnl riguarda «35 lavoratori su 37, il 94 per cento».

Bonificare gli indici di caporalato

Il controllo giudiziario, cioè la nomina di un amministratore giudiziario che non sostituisce ma affianca i vertici dell’azienda, è disposto quando c’è da interrompere una situazione di ritenuta illegalità ma l’interruzione dell’attività imprenditoriale potrebbe comportare ripercussioni negative sui livelli occupazionali o sul valore del gruppo. Il provvedimento d’urgenza del pm, che dovrà essere successivamente convalidato dal gip, nomina dunque l’amministratore giudiziario Massimiliano Poppi per bonificare gli indici del reato di caporalato per il quale sono indagati Deliveroo come società e l’amministratore Andrea Giuseppe Zocchi come persona fisica, «regolarizzare i lavoratori, e adottare assetti organizzativi (anche in difformità da quelli proposti dall'impresa) idonei a evitare il ripetersi di fenomeni di sfruttamento e di retribuzioni sotto soglia di povertà».lferrarella@corriere.it

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25 febbraio 2026 ( modifica il 25 febbraio 2026 | 12:02)

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