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Lodo Mondadori, la Corte di Strasburgo respinge i ricorsi di Fininvest e Berlusconi: «Equi i processi che portarono a risarcire 560 milioni a De Benedetti»

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09.01.2026

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Il verdetto della Corte europea dei diritti dell'uomo sulla lunga vicenda giudiziaria per la quale il gruppo dell'ex premier fu condannato in sede civile a un risarcimento record. Berlusconi aveva anche posto una questione sulla sua prescrizione, tema respinto (unica dissenziente della giudice polacca)

Vittoria di Pirro da 900 mila euro per Fininvest a Strasburgo sul «lodo Mondadori». Silvio Berlusconi, da postumo ricorrente a Strasburgo, e la Fininvest come società ricorrente in proprio, si vedono dare torto anche dalla Cedu-Corte europea dei diritti dell’uomo, secondo la quale pure per i parametri europei è stata equa - salvo appunto che per l’eccessiva e non ben motivata dai giudici stima di spese processuali per 900 mila euro - la lunga vicenda giudiziaria italiana sfociata nel maxi risarcimento a Carlo De Bendetti. 

Il ricorso di Fininvest e Berlusconi attaccava la sentenza civile che nei tre gradi di giudizio 2009/2011/2013 condannò la società dell’allora presidente del Consiglio e dei suoi figli a pagare alla Cir dell'Ingegnere complessivamente 560 milioni (tra capitale, interessi e spese legali) come risarcimento all’allora editore di «Repubblica» per i danni causatigli dalla corruzione giudiziaria che nel 1991 aveva inquinato la fine del braccio di ferro tra Berlusconi e De Benedetti per il controllo dell’allora prima casa editrice italiana, la Mondadori. Il 24 gennaio 1991, infatti, la Corte d'Appello civile di Roma (con sentenza redatta dal giudice Vittorio Metta) aveva annullato il cosiddetto «lodo Mondadori», cioè la decisione (favorevole a De Benedetti) adottata nel 1988 da un collegio arbitrale di tre giuristi scelti dalle due parti per dirimere l'interpretazione (controversa nella contesa con Berlusconi per il controllo dell'azienda editoriale) degli accordi con la famiglia Formenton, erede delle quote del genero di Arnoldo Mondadori.

Quell’annullamento del lodo arbitrale inizialmente favorevole a De Benedetti spianò la strada a Berlusconi, giacché pose la Cir di Benedetti nella condizione di trattare da una posizione molto più debole il compromesso con Fininvest: transazione mediata dall'allora imprenditore andreottiano e poi parlamentare pdl Giuseppe Ciarrapico, e infine........

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