«Fece scappare Uss dai domiciliari», condannato anche in Appello Dmitry Chirakadze, l’oligarca che in Russia ha digitalizzato i tribunali
Due anni e 2 mesi a Dmitry Chirakadze per procurata evasione. L’oligarca è in carcere da 20 mesi. La difesa: «Il serbo che lo accusa è inattendibile, il processo è nato per l’opinione pubblica dopo le tensioni con gli Usa. Andremo alla Corte Europea e l'Italia non farà una bella figura»
«Fermatevi!, non è mai troppo tardi», si era appellato alla Corte d’Appello milanese un mese fa in aula l’oligarca russo Dmitry Chirakadze, imputato di «procurata evasione» del connazionale Artem Uss per aver coordinato il comando di 5 «esfiltratori» dell’Est europeo (3 già processati e condannati) che il 22 marzo 2023 fecero evadere dagli arresti domiciliari nella sua casa di Basiglio e riparare poi a Mosca (passando da Slovenia, Croazia, Bosnia e Serbia) l’imprenditore russo 43enne figlio del governatore della regione siberiana di Krasnoyarsk molto vicino a Putin, sulla cui estradizione perorata dagli Stati Uniti per asserito traffico di petrolio e materiale tecnologico la magistratura milanese stava decidendo in quei giorni. E in «dichiarazioni spontanee» ai giudici Chirakadze aveva propugnato la tesi dell’errore di traduzione in alcune intercettazioni; dell’inattendibilità di uno dei coindagati che l’ha accusato ma che «all’inizio mi ha descritto con occhi e capelli chiari che non ho»; dell’assenza degli indizi ravvisati invece dall’accusa nei messaggi WhatsApp recuperati; e della «mal comprensione di modi di dire russi come "tutto va secondo i piani", che nel linguaggio russo sta invece a significare "è tutto ok"».
Ma giovedì anche per il collegio di secondo grado - presidente Vincenzo Tutinelli, a latere Federica Centonze e Laura Marchiondelli - l’indagine condotta dalla Procura di Milano con i carabinieri ha offerto elementi di fatto tali da imporre ora la conferma in secondo grado della condanna (solo abbassata da 3 anni e 2 mesi a 2 anni e 2 mesi) di Chirakadze, detenuto da quando fu arrestato il 17 giugno 2024 in Sardegna mentre curava il suo investimento in un hotel di lusso. Sposato, tre figli, due lauree in ingegneria e legge, residenza a Ginevra, società a Dubai, 15 conti bancari, un gruppo siderurgico «dove ho avuto 100.000 dipendenti», immobili in mezzo mondo, passaporto messicano........
