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La «destra pensante» a Trump: ok Maduro, ma lascia la Groenlandia

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08.01.2026

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La «destra pensante» in America promuove l’intervento di Trump in Venezuela, ma ha dei timori sulla gestione futura di quel successo. Invece gli dice: altolà sulla Groenlandia, non commettere l’errore di trattare nemici e alleati allo stesso modo.

Un esempio di «destra pensante» è Rich Lowry della National Review, autorevole rivista conservatrice, più fedele al repubblicanesimo di Ronald Reagan che a quello di Donald Trump, e tuttavia capace di giudicare con lucidità l’operato dell’attuale presidente. 

Tra le cose di cui quel mondo gli dà atto: aver umiliato l’intelligence cubana (per decenni ritenuta la più efficiente in America latina) con un blitz in cui hanno perso la vita almeno 40 militari dell’Avana, incapaci di prevederlo e prevenirlo; aver inflitto una beffa altrettanto clamorosa alla Cina, anch’essa incapace di prevedere il raid, mentre un suo ministro aveva visitato Maduro poche ore prima che questo venisse «prelevato» dai commandos Usa. 

Molti risalgono all’uccisione di Osama Bin Laden sotto la presidenza di Barack Obama, per ritrovare un esempio di efficienza militare analogo (oltre che la medesima indifferenza per il diritto internazionale). Ma la «destra pensante» sa vedere anche limiti e pericoli di quel che sta facendo Trump, e glieli indica.
Per avere un’idea del tono dei commenti in questi giorni, il primo bilancio di Lowry sulla National Review giudica l’operazione Maduro «sia una vittoria strategica che un successo tattico». 

È corredato da un approfondimento storico intitolato «Teddy Roosevelt sarebbe fiero» (Teddy, il primo dei due cugini Roosevelt alla Casa Bianca, fu associato alla prima presidenza «imperiale» degli Stati Uniti e coniò la celebre descrizione della sua politica estera: «Parla dolcemente, e impugna un grosso randello»; fu anche insignito del Nobel della Pace per la mediazione che pose fine alla guerra tra Russia e Giappone, ndr). 

Ecco l’incipit dell’articolo di Lowry: «Non è difficile trovare analogie per l’incursione di Donald Trump in Venezuela, perché esse costellano la storia americana del XX secolo. L’operazione di Trump è stata americana quanto l’affermazione di Henry Cabot Lodge secondo cui la politica estera degli Stati Uniti era “molto chiara” nel nostro emisfero: vale a dire puntava alla “supremazia”. 

Era stata anticipata, per citare un solo anno, dagli interventi statunitensi in Nicaragua nel........

© Corriere della Sera